Domenica 23 Marzo 2014

Maroni a Bergamo per l’Expo:

lotta alla contraffazione alimentare

Il presidente della Regione, Roberto Maroni, a Bergamo. Con lui l’assessore all’Agricoltura Gianna Fava (primo da destra), il ministro Martina e Gian Carlo Caselli (primo da sinistra) dell’Osservatori

«L’incontro di oggi, qui a Bergamo, serve per promuovere Expo nel tour che la Regione Lombardia sta facendo in tutti i capoluoghi della Lombardia per far conoscere i contenuti di Expo, ovvero “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Vogliamo far conoscere questa grande manifestazione, in collaborazione con Coldiretti, facendo assaggiare e provare i nostri prodotti a chilometro zero, perché per noi questo è il significato di Expo». Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, incontrando i giornalisti al suo arrivo a Bergamo, prima di partecipare alla seconda tappa del «Lombardia Expo Tour».

Nella mattinata, il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha presentato l’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura, mentre il presidente regionale della Coldiretti, Ettore Prandini, ha lanciato un appello all’Europa affinché difenda le identità locali anche nel campo dell’agricoltura.

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE - «Per noi Expo significa lotta alla contraffazione alimentare, perché non si devono contraffare i prodotti e non si devono vendere prodotti contraffatti. Noi vogliamo contrastare questa forma di illegalità, che rappresenta un danno gravissimo per le imprese italiane, un danno per 60 miliardi di euro l’anno e un rischio per la salute».

«Expo ha contenuti straordinari, come “nutrire il pianeta” ed “energia per la vita”, c’è una presenza altissima dei Paesi partecipanti. Ora dobbiamo recuperare qualche ritardo del passato: ritardi che derivano dalle resistenze o dalle mancate opere e che non sono certo imputabili alla Regione Lombardia. Ma, se un anno fa, ero diviso al 50 per cento tra ottimismo e pessimismo oggi sono al 75 per cento di ottimismo sul fatto che ce la faremo in tempo per Expo». Sono sempre parole di Maroni.

«Garantisco e confermo che l’impegno della Regione Lombardia su Expo non cessa nemmeno per un secondo. La Regione e la società “Infrastrutture Lombarde” hanno le competenze necessarie e non ci saranno problemi nell’esecuzione dei lavori su Expo: le opere dentro la piastra Expo si faranno e voglio completare tutte le infrastrutture di collegamento, la Brebemi, la Teem, le tratte 1 e 2 della Pedemontana. Ci stiamo lavorando intensamente e sono assolutamente ottimista sul fatto che ce la faremo».

CONTENTO DELLA VISITA DEL PREMIER - «Renzi verrà a visitare sito Expo tra due settimane? Sono contento - ha proseguito il presidente - che finalmente Renzi, come è stato annunciato, venga a vedere il sito Expo, io nei giorni scorsi gli ho consegnato l’elenco delle cose che il Governo si era impegnato a fare su Expo e finora non ha fatto. Spero che Renzi venga con delle risposte alle questioni che gli ho posto. Oggi, qui a Bergamo, incontro il ministro Maurizio Martina, domani incontro il ministro Maurizio Lupi: c’è una buona collaborazione con il Governo e tra le Istituzioni e questo è un valore da salvaguardare».

«Coldiretti ha denunciato che all’estero usano il marchio “pomodori mafia” o “pomodori ’Ndrangheta” per vendere dei prodotti? Sottoscrivo pienamente questa denuncia. Anche per questo stiamo girando come Regione Lombardia, insieme a Coldiretti, nei Paesi europei, per dire che l’Italia è un’altra cosa e che i nostri prodotti sono genuini e fanno bene e non c’entrano nulla con la mafia o l’ndrangheta. E chi dice questo dice il falso».

«Questa - ha continuato Roberto Maroni - è la sfida di Expo, quella della lotta alla contraffazione, un tema che la Regione Lombardia ha abbracciato ed è coerente con i contenuti di Expo. Per questo abbiamo definito un documento per il contrasto alla contraffazione e stiamo lavorando affinché questo documento venga sottoscritto dai Paesi europei, perché la battaglia contro la contraffazione è una battaglia di civiltà e un vantaggio enorme per la nostra industria alimentare, visto che la contraffazione dei nostri prodotti rappresenta un danno da 60 miliardi l’anno per il nostro agro-alimentare».

«Il nuovo direttore dei lavori della piastra del sito Expo? Domani ne parlerò con il commissario Giuseppe Sala. È compito della Regione Lombardia indicarlo: ha tutte le professionalità adeguate e sono soddisfatto della scelta fatta sul nome da indicare. Quello che è avvenuto non rallenta o ferma i lavori sulla piastra, perché da domani ci sarà chi sostituisce le persone che sono state interdette da questa inchiesta della magistratura».

«Le mafie non si negano nulla, tutto ciò che permette di riciclare denaro con attività apparentemente lecite, di conquistare pezzi di territorio e di mercato, consolidare e aumentare potere economico, presto o tardi, sarà soggetto ad azioni della mafia, che cerca di infilarsi con mezzi e strumenti che facilmente ne consentono la riuscita. Per questo ho accolto l’invito di Coldiretti a presiedere il Comitato scientifico sulla criminalità in agricoltura». Lo ha sottolineato l’ex procuratore Gian Carlo Caselli, intervenuto oggi alla tavola rotonda «Legalità e responsabilità alimentare: la sfida di Expo per l’agricoltura del futuro», che si è tenuta presso la Camera di Commercio di Bergamo, in occasione della tappa orobica del «Lombardia Expo Tour».

BUSINESS DI CIRCA 14 MILIARDI - Caselli, alla sua prima uscita ufficiale in qualità di responsabile dell’Osservatorio istituito da Coldiretti in collaborazione con Eurispes, ha sottolineato che il business della agromafie è di circa 14 miliardi di euro.

TRE PROBLEMI DA AFFRONTARE. PRIMO, L’ITALIAN SOUNDING - «I problemi da affrontare sono tre - ha detto Caselli, entrando nel vivo del tema in discussione - e il primo è il cosiddetto “Italian sounding”, che fattura 60 miliardi di euro l’anno, con l’imitazione e la falsificazione di prodotti italiani a opera di aziende straniere, ma anche di italiane localizzate all’estero».

SECONDO PROBLEMA, LE AGROMAFIE - «Il secondo - ha proseguito - è l”’Italian laundering”: marchi famosi acquisiti da altri rispetto a originari proprietari e, alcune volte, svuotati di qualità, sono pezzi interi della nostra economia che si perdono. Si deve prestare massima attenzione per eventuali utilizzi di attività di investimento di denaro non trasparente. Sono cose che devono essere studiate».

Caselli ha specificato qual è l’oggetto principale di cui si occupa l’Osservatorio: «Infiltrazioni illegali in generale e mafia, in particolare nelle agromafie, opacità e illegalità, quindi mafia. L’agroalimentare tira e, per investimenti di questo tipo, è un settore emergente, strategico, particolarmente remunerativo». «Il Made in Italy ha fortissimo appeal, soprattutto in tempi di crisi economica - ha spiegato Caselli - ed è il nostro miglior ambasciatore all’estero: questo appeal va difeso, per tutelare qualità e sicurezza dei prodotti e dunque salute dei consumatori. Le frodi sono in aumento esponenziale, perché dall’inizio della crisi alle tavole degli italiani siede un convitato di pietra, le mafie, attirate da un’opportunità ghiotta di guadagno». «Le turbative colpiscono soprattutto i più poveri assoluti o relativi - ha denunciato Caselli -, sempre più numerosi in Italia, che si rivolgono al prodotto a minor costo, spesso meno garantito e sicuro per la salute. Oltre a questi, ci sono i pericoli per l’ambiente».

TERZO PROBLEMA: ETICHETTE E TRACCIABILITÀ - «C’è un profilo specifico che interessa molto - ha poi specificato Caselli - e non solo Coldiretti: noi paghiamo molti alimenti stranieri, polpa pomodoro cinese, carne maiale dell’Est, e questi costituiscono ingredienti che finiscono nei prodotti italiani. È praticamente impossibile riconoscere la presenza nel prodotto italiano degli ingredienti stranieri, la loro provenienza, la loro qualità e quindi la pericolosità per la salute. Vengono utilizzati all’insaputa dei consumatori, che non sanno nulla. Quindi è indispensabile la trasparenza delle etichette: la tracciabilità è garanzia per salute». «Su tracciabilità - ha concluso Caselli - c’è poi un problema nel problema: il Ministero della Salute dispone di tutti i dati per la tracciabilità, ma li considera dati sensibili, mentre la loro secretazione può essere discussa»

«Stiamo lavorando non solo per essere pronti per Expo 2015, ma anche per il dopo Expo, per le ricadute anche per il sistema agricolo e non solo, perché ci sono tanti settori dove ci sarà una ricaduta positiva e il primo è quello del turismo». Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso del suo intervento a Bergamo, durante la seconda tappa del «Lombardia Expo Tour».

«Sono previsti per quel semestre circa 20 milioni di visitatori in arrivo a Milano - ha aggiunto il presidente - e si calcola che 8 milioni arriveranno dall’estero e molti di questi saranno alla loro prima visita in Europa. Per questo Expo 2015 sarà un’occasione straordinaria, per far conoscere le bellezze della Lombardia e fare in modo che questi visitatori si innamorino della nostra regione e ci tornino negli anni successivi. Per questo dobbiamo valorizzare le nostre bellezze turistiche, perché qui c’è l’arte, la cultura, ci sono i castelli, le cascine. E per questo dobbiamo valorizzare le strutture ricettive».

«Un mese fa abbiamo approvato una delibera che prevede l’anticipo del 70% della Pac entro luglio e riguarderà 31.000 produttori lombardi. C’è quindi un impegno della Regione Lombardia straordinariamente forte verso l’agricoltura, che è il settore primario, perché questa è la vocazione della Lombardia». Lo ha sottolineato ancora Maroni.

LIMITARE CONSUMO SUOLO - «Abbiamo anche approvato una legge per impedire l’ulteriore consumo del suolo. Non sono contro i centri commerciali e non abbiamo nulla contro la grande distribuzione, ma, se si vuole costruire nuovi centri commerciali, allora utilizziamo i terreni industriali dismessi, invece che terreni agricoli e costruirci sopra nuove strutture».

«Non ho nulla contro la grande distribuzione - ha ribadito Maroni -, che ha dei vantaggi, ma abbiamo deciso di orientarla in due sensi: il primo, come ho già detto, è recuperare terreni industriali dismessi e limitare il consumo di suolo; il secondo è fare in modo di premiare quei sistemi di grande distribuzione che valorizzano, con scaffali appositi o etichette, i prodotti locali, i prodotti a chilometro zero. Non possiamo imporre la valorizzazione dei prodotti a chilometro zero, ma possiamo orientarla».

LOTTA CONTRAFFAZIONE SIA A CENTRO SEMESTRE EUROPEO - «Spero che la difesa e la valorizzazione dei nostri prodotti e il tema della lotta alla contraffazione alimentare vengano messi al centro del confronto del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea, che inizia il prossimo 1 luglio - ha auspicato il presidente -. Sono certo che il Governo italiano utilizzerà questa occasione, per parlare dei temi di Expo e sostenere questa battaglia di legalità».

GRAZIE AL PROCURATORE CASELLI, SUO CONTRIBUTO PREZIOSO - «Desidero rivolgere un ringraziamento particolare al procuratore Caselli - ha concluso Maroni - e colgo l’occasione per invitarlo a tutte le tappe del ’Lombardia Expo Tour’ che faremo, una al mese in tutte le città della Lombardia, perché il suo contributo è estremamente prezioso. Nel 1994 abbiamo collaborato per la legalità, io come ministro degli Interni e lui come procuratore di Palermo, e spero che ora questa nostra collaborazione possa continuare sul tema della contraffazione alimentare».

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