Venerdì 21 Febbraio 2014

Martina, Bergamo è nel Governo

«Fatemi chiamare mia mamma»

Maurizio Martina subito dopo la nomina a ministro per le Politiche agricole
(Foto by Gian Vittorio Frau)

«Eccomi, ma prima fatemi chiamare mia mamma». Circondato dai giornalisti, all’uscita dall’incontro «Exponiamoci» al Centro congressi di Bergamo, il neo ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina è frastornato dalla nomina arrivata con l’annuncio di Matteo Renzi proprio mentre era sul palco.

Il telefono squilla in continuazione, e prima di entrare negli studi di Bergamo Tv per l’intervista in diretta durante il Tg, Martina è costretto a lasciarlo fuori. E non smette mai di squillare. Uscendo dalla diretta il primo pensiero è per la mamma.

I giornalisti aspettano. Emozionato, molto emozionato, Martina concede al nostro sito la sua intervista.

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«Sono contento, adesso possiamo dirlo: ringrazio ovviamente per questa scelta. L’unica cosa che riesco a dire adesso è che farò il massimo, a lavorare sulle tante cose che possiamo fare per l’agricoltura italiana. Penso anche ai grandi appuntamenti come Expo».

Un attimo per prendere fiato e Martina aggiunge: «Sono veramente consapevole che è un impegno enorme, ci lavorerò con tutta la passione che ho».

C’è una ricetta per questa Italia stremata? «Io non credo nelle bacchette magiche, credo all’impegno quotidiano, forse quello un pochettino meno evidente, meno appariscente ma più utile. Sono convinto che l’Italia ha un sacco di risorse che può mobilitare per uscire da questa situazione complicata. Credo che adesso serva questo passo e io, per quel che potrò, darò il mio contributo».

Come può la politica tornare ad essere un punto di riferimento per i cittadini? «Se fa il suo mestiere, non deve fare il mestiere degli altri. Deve riuscire a costruire degli indirizzi strategici, deve riuscire a identificare le priorità e ad essere concreta». Dopo una piccola pausa Martina aggiunge:; «Deve riuscire a dire dei sì e dei no, anche dei no. Deve riuscire a essere seria. Penso che la questione sia questa: tornare a una politica che fa il suo mestiere».

Alla parola “ministro”, Maurizio Martina scuote la testa e spalanca gli occhi... «Come suona?» «È... tosta», risponde con un sospiro, probabilmente pensando al lavoro intenso che lo aspetta.

Secondo il ministro Martina che cosa ha bisogno Bergamo? «Credo che Bergamo - dice il neoministro dopo una breve pausa, quasi a misurare le parole - abbia un sacco di energie. Forse ha bisogno di essere un po’ più convinta delle sue potenzialità: ha bisogno di guardare oltre la contingenza, oltre il quotidiano. Ha bisogno di costruire maggiori relazioni, anche fra pubblico e privato. Però ci sono un sacco di cose che si possono fare bene in questa città. Se un va in giro per l’Italia e per il mondo capisce che questo è un territorio straordinario».

Roberto Clemente

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