Venerdì 10 Gennaio 2014

Money transfer e contributi sociali

La Lega Nord: si faccia chiarezza

Un ufficio di money transfer

Una mozione della Lega solleva il problema legato ai servizi di money transfer e ai contributi sociali. Molti immigrati - scrive il capogruppo del Carroccio, Alberto Ribolla - chiedono contributi ai Comuni ma poi mandano all’estero soldi che spesso sono frutto di attività non proprio trasparenti.

Secondo la Lega «da un’analisi condotta su alcuni Comuni campione della provincia di Bergamo è emerso che i beneficiari dei contributi sociali (come affido minori, fondo affitti, assistenza domiciliare ed educativa, mensa, libri di testo, trasporto sociale e scolastico, contributi maternità, bonus gas/energia e non solo) sono per il 66,5% di cittadinanza italiana e per il 33,5% stranieri».

Ma se «si calcola la quota procapite tra i residenti italiani e quelli stranieri, il dato rivela che gli immigrati beneficiano di contributi tre volte superiori rispetto agli italiani, ovvero 114 euro contro 32 euro in un’area dove la presenza media di stranieri è di circa il 12% della popolazione».

Ma i richiedenti «inviano abitualmente denaro, frutto spesso di attività in nero o illecite, nel proprio paese d’origine tramite i money transfer, aggirando così i controlli bancari imposti dall’Isee e truffando di fatto l’Amministrazione Comunale che concede buoni economali a soggetti che non ne avrebbero diritto»

Per questo con la mozione la Lega vuole sollecitare Governo e Parlamento a:

- a istituire una banca dati nazionale delle transazioni effettuate dai money transfer autorizzandone l’accesso a personale incaricato nei vari comuni per accertare se chi chiede dei bonus economali è solito inviare denaro all’estero;

- a vincolare tassativamente l’invio di denaro nei money transfer alla presentazione di un documento d’identità abrogando la possibilità di poter inviare denaro tramite money transfer anche in assenza dello stesso.

Tutto il testo della mozione è nell’allegato

© riproduzione riservata