Omicidio in Keyna: mistero fitto
«Andrea non era preoccupato»

«Andrea non aveva paura, non mi sembrava terrorizzato. Non credo che avesse ricevuto minacce, dev’essere stato qualcosa di improvviso».

Omicidio in Keyna: mistero fitto «Andrea non era preoccupato»

Di più, al telefono da Watamu, Kenya, l’amico Marco Cavalli di Asti non vuol dire: «Mi scusi, ma c’è un’indagine in corso. I giornali italiani hanno scritto un mare di cavolate». Tipo? «Non posso dichiarare nulla: è una cosa che deve restare fra la famiglia e la Procura. La saluto».

È mistero fitto sulla morte di Andrea Maffi, il quarantenne di Villongo trasferitosi in Kenya da una quindicina di anni e ucciso a coltellate nella sua villa di Watamu probabilmente venerdì scorso. La polizia della cittadina kenyota non trascura per il momento nessuna pista. Dalla rapina sfociata in tragedia, sino a una contesa economica con la guardia che Andrea aveva intenzione di licenziare, visto che passava più tempo negli accampamenti della savana dove accompagnava i turisti che a casa. Nelle ultime ore gli inquirenti locali stavano cercando di approfondire anche la pista delle amicizie maschili della vittima.

La data dell’autopsia non è ancora stata fissata. Martedì 7 luglio è atteso l’arrivo in Kenya del padre Antonio e del fratello Marco, partiti ieri dall’Italia.

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