Sabato 12 Aprile 2014

Pacem in terris: «Giovanni XXIII

sapeva leggere i segni dei tempi»

Il convegno sulla Pacem in Terris: il vescovo Beschi

L’enciclica «Pacem in terris» ha dimostrato «la capacità di Giovanni XXIII di leggere i segni dei tempi» e ha mostrato «la consapevolezza della missione della Chiesa di essere al servizio di tutti gli uomini, non solo dei cristiani». Lo ha ricordato il vescovo Francesco Beschi nella sua introduzione al convegno dedicato all’enciclica giovannea.

L’enciclica è dell’11 maggio 1963, 51 anni fa: fu firmata meno di un mese prima della morte del Beato Papa Giovanni. Il convegno al Teatro Donizetti, sabato mattina, è una delle iniziative in corso per la canonizzazione del Pontefice bergamasco, il 27 aprile prossimo in piazza San Pietro a Roma.

La «Pacem in terris» era il primo documento pontificio interamente dedicato al tema della pace, in un’epoca che ancora risentiva degli strascichi del Secondo conflitto mondiale, della cosiddetta «guerra fredda» e degli steccati fra Occidente e Unione Sovietica e nazioni satelliti dell’Est europeo.

È stato Filippo Maria Pandolfi a portare i saluti di Jacques Delors, presidente emerito della Commissione europea, al quale era stata inizialmente chiesta una prolusione. Toccante anche la testimonianza di Maria Romana De Gasperi, figlia del grande statista Alcide De Gasperi. Poi i ricordi di due testimoni diretti del tempo: il cardinale Loris Capovilla, segretario di Angelo Giuseppe Roncalli fin dai tempi del patriarcato di Venezia, ed Ettore Bernabei, storico direttore della Rai.

Bernabei ha raccontato di quando era a Washington ai tempi della crisi di Cuba: ricordando come furono la lettera di Angelo Roncalli e la proposta di Fanfani (n cui si proponeva il segno distensivo di togliere i missili dalla Puglia, puntati sulla Russia) a dare un contributo sostanziale alla risoluzione di una crisi che avrebbe potuto scatenare la terza guerra mondiale.

Al convegno presentati anche filmati inediti che ripercorrono momenti importanti del pontificato di Papa Giovanni XXIII: momenti toccanti e inediti come alcuni incontri e colloqui emozionanti del Papa con i carcerati, i bambini, gli anziani e i malati.

Presenti anche il nunzio apostolico in Italia monsignor Adriano Bernardini e il nunzio apostolico in Francia monsignor Luigi Ventura. Il governo italiano era rappresentato dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e dal viceministro all’Economia Lugi Casero, già a Bergamo per il giuramento dell’Accademia Gdf.

© riproduzione riservata