Paolo Belli e ospedale Papa Giovanni
alleati nella ricerca sulle staminali

Proseguire la collaborazione per la ricerca, l’aggiornamento e la sperimentazione di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche delle malattie onco-ematologiche, per confermare l’Ematologia dell’ospedale di Bergamo all’avanguardia.

Proseguire la collaborazione per la ricerca, l’aggiornamento e la sperimentazione di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche delle malattie onco-ematologiche, per confermare l’Ematologia dell’Ospedale di Bergamo e in particolare il Centro di terapia cellulare «Gilberto Lanzani» come centro di riferimento in Italia per l’utilizzo delle cellule staminali a scopo terapeutico e di trapianto in pazienti affetti da patologie ematologiche tumorali.

È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta oggi all’Ospedale Papa Giovanni XXIII tra l’azienda ospedaliera e l’Associazione Italiana Lotta alla Leucemia (Ail) di Bergamo - sezione Paolo Belli. In particolare la collaborazione consentirà di proseguire la produzione di cellule per terapia cellulare, di sviluppare strategie terapeutiche innovative nell’ambito di appositi progetti sperimentali in campo ematologico, e d’incentivare attività di informazione scientifica, anche attraverso la cooperazione con studiosi italiani e stranieri e con altre istituzioni nazionali ed internazionali.

«La nostra azienda ha la fortuna di poter contare sul supporto di diverse associazioni, che ci consentono di aumentare il ventaglio di servizi offerti ai pazienti, di migliorare l’assistenza in corsia, di soddisfare bisogni a cui da soli non riusciremmo a rispondere o, come in questo caso, di portare avanti protocolli di cura molto sofisticati e altrettanto preziosi per i nostri pazienti e lavori di ricerca che trovano immediata applicazione alla clinica – ha commentato Carlo Nicora , direttore generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Anche a nome dei tanti pazienti che in questi anni hanno avuto a disposizione importanti chance terapeutiche, vorrei ringraziare l’AIL di Bergamo per il supporto che da anni assicura alla nostra azienda ospedaliera».

«La sottoscrizione della convenzione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni in armonia con la politica ospedaliera – ha commentato Pierantonio Piazzini, presidente Ail Bergamo -; passato e futuro si abbracciano, dalla continuità della relazione ne trarranno vantaggio gli ammalati e le loro famiglie. Grazie».

La convenzione costituisce infatti l’atto formale per disciplinare la continuazione di un rapporto di collaborazione che da tempo unisce le due realtà, proprio in virtù del quale nel 2003 venne realizzato al presidio «Matteo Rota» il Laboratorio di terapia cellulare «Gilberto Lanzani» per la ricerca e l’applicazione di nuove terapie per la cura delle malattie leucemiche, una delle 13 autorizzate in Italia ad operare come «cell factory», tra le prime nel nostro Paese.

Oggi ospita quotidianamente un’équipe composta da 10 persone tra medici e biologi, distribuiti in tre aree di lavoro: l’area della manipolazione delle cellule staminali midollari per trapianto in pazienti affetti da patologie ematologiche tumorali, autorizzata dal Jacie Europa ad operare come struttura accreditata all’eccellenza per le attività di trapianto, che si occupa anche della preparazione e conservazione di cellule staminali; l’area della preparazione di cellule somatiche ad uso terapeutico, funzionante secondo gli standard di qualità europei noti come Gmp (Buone Norme di Fabbricazione), autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco ad operare come una «cell factory» per la preparazione delle cellule a scopo trapiantologico; e infine l’area dedicata alla ricerca sperimentale, che si occupa dello studio del meccanismo di azione di nuovi farmaci ad attività anti-tumorale e degli studi sulle capacit à delle cellule di ricostruire i tessuti danneggiati.

«Il sostegno da parte di Ail è per noi fondamentale per proseguire nella nostra attività di produzione di cellule staminali e altri tipi cellulari a scopo terapeutico per patologie onco-ematologiche come una normale officina per farmaci tradizionali - ha spiegato Martino Introna, responsabile del Centro di terapia cellulare dell’Ospedale di Bergamo -. In Italia esistono solo altre 13 realtà di questo tipo, di cui 9 all’interno di strutture ospedaliere pubbliche. È solo grazie a laboratori di questo genere che oggi è possibile programmare studi clinici di fase I o II a base di cellule somatiche, come le cellule staminali, e di verificare così se si possono identificare soluzioni terapeutiche innovative rispetto a gravi problemi di salute non risolvibili dai farmaci tradizionali».

Obiettivi possibili anche grazie alla presenza al Centro di terapia cellulare del Papa Giovanni di due dipendenti della sezione bergamasca dell’Ail: si tratta di Josée Golay, tra gli scienziati italiani più citati al mondo secondo la prestigiosa Top Italian Scientists. Svizzera di nascita ma italiana di adozione, il suo percorso formativo l’ha vista laurearsi in biochimica all’Università di Oxford per poi ottenere il PhD all’Università di Londra. Oggi è Senior scientist del Centro di terapia cellulare di Bergamo, autrice di oltre 90 articoli di oncoematologia su riviste internazionali e docente e tutor per l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’altra figura professionale messa a disposizione dell’azienda ospedaliera è Chiara Capelli, laureata in Scienze Biologiche all’Università di Milano e autrice di diverse pubblicazioni scientifiche, che lavorerà come operatore di produzione di cellule somatiche ad uso terapeutico.

Ogni anno in Ematologia, anche grazie al lavoro fatto al Centro di terapia cellulare, vengono registrate più di 600 nuove diagnosi, eseguiti in media 110 trapianti di midollo osseo e sviluppati svariati progetti di ricerca, con ben 5 ematologi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII tra i Top Italian Scientists (il primario emerito Tiziano Barbui, il direttore del Dipartimento di oncologia ed ematologia Alessandro Rambaldi, Martino Introna, il direttore del Dipartimento di medicina trasfusionale Anna Falanga e Josée Golay). Numeri che fanno del centro di Bergamo uno dei più attivi e riconosciuti in ambito nazionale ed internazionale.

«Non è possibile svolgere attività clinica di alto livello senza un’attività di ricerca della stessa qualità alle spalle - ha spiegato Alessandro Rambaldi dell’ospedale Papa Giovanni XXIII -. La nostra Ematologia è un esempio di questo principio, a cui intende ispirarsi anche il Centro di terapia cellulare, nato proprio grazie alla sensibilità, generosità e lungimiranza dell’Ail, che da anni offre un supporto prezioso al nostro lavoro, in cui la diagnostica e la ricerca sono a sostegno dell’attività clinica e assistenziale nei pazienti».

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