Giovedì 29 Maggio 2014

Piffari, truffa ed evasione fiscale

Tutte le accuse saranno prescritte

L’ex parlamentare dell’Idv Sergio Piffari

Ricordate il caso di Sergio Piffari, l’ex parlamentare dell’Italia dei valori accusato con altre sei persone, tra cui la moglie e tre nipoti, di truffa ed evasione fiscale? Ebbene quattro episodi di truffa sono prescritti, restano una truffa e un’evasione fiscale che saranno prescritti quando inizierà il processo, il 29 maggio 2015.

Secondo l’accusa, Piffari avrebbe intascato una serie di fondi sia dalla Regione Lombardia, sia dall’Unione europea per trasformare case a Lizzola, frazione di Valbondione, in Bed & Breakfast, cosa che però avrebbe fatto solo sulla carta, o almeno non con tutti i crismi richiesti dai bandi dei vari finanziamenti.

Il giudice, sentite le parti, aveva fissato l’udienza stamattina, 29 maggio, per emettere la sentenza e decidere sulla vicenda e sulla sorte giudiziaria, oltre che dell’ex onorevole, anche della moglie di questi Bernardina Semperboni, dei nipoti Laura Piffari e Michela e Dario Conti, e dei due imprenditori Vittorio Bellini e Bernardo Piccini.

Questi ultimi, secondo l’accusa avrebbero gonfiato fatture per lavori edili o mobili alle società degli altri indagati. Piffari, la moglie e i nipoti, secondo la contestazione avrebbero avviato delle attività di Bed & Breakfast a Lizzola, percependo per questo contributi regionali ed europei per un totale di quasi 500 mila euro grazie a bandi del 2006: in modo non legittimo, secondo la Guardia di finanza.

La questione era arrivata alla ribalta delle cronache dopo una segnalazione giunta a «Striscia la Notizia», che aveva mandato i propri inviati: subito dopo erano intervenuti i militari delle Fiamme gialle, che avevano controllato tutta la documentazione relativa sia ai fondi chiesti e ottenuti che alle attività dei B&B della famiglia Piffari: secondo le loro risultanze sarebbero state utilizzate fatture false o comunque alterate per dimostrare l’avvio delle attività e quindi partecipare al bando, e a Sergio Piffari sarebbe perfino mancato il requisito della residenza a Lizzola, sede dell’attività; dubbi erano emersi anche sul via vai di turisti e su alcuni lavori. Tanto da portare la Procura a ipotizzare che le attività non fossero veramente operative, di qui la contestazione di truffa.

Ebbene, stamattina in udienza preliminare si è accertata la sopraggiunta prescrizione per gli episodi del 2006. Restano una truffa e un’evasione fiscale del 2007. Visto che non si sarebbe fatto comunque in tempo a iniziare e finire il processo prima della prescrizione, si è deciso per il rinvio a giudizio ma - per evitare inutili spese - è stata fissata una data, appunto quella del 29 maggio 2015, in cui i reati saranno sicuramente prescritti. Così va l’Italia...

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