Ristoranti, un miraggio l’esaurito
L’asporto fenomeno in crescita

Nell’anno di crisi 2013 i prezzi del pranzo di Natale al ristorante sono bloccati o addirittura diminuiti rispetto al 2012, eppure nella maggior parte dei casi non si registra ancora il «tutto esaurito». Una volta si prenotava a novembre, ora non più.

Nell’anno di crisi 2013 i prezzi del pranzo di Natale al ristorante sono bloccati o addirittura diminuiti rispetto al 2012, eppure nella maggior parte dei casi non si registra ancora il “tutto esaurito”.

«Una volta prenotavano addirittura a novembre per il giorno di Natale – osserva Petronilla Frosio, ristorante Posta di Sant’Omobono Terme, presidente ristoratori Ascom – mentre oggi arrivano prenotazioni anche la sera prima. Certo, non è il tutto esaurito delle feste comandate che fa testo o cassetta: il saggio ristoratore fa i conti a fine annata. Un problema è che i prezzi delle materie prime salgono e al consumatore non possiamo far pesare questi aumenti». Al ristorante Posta il menù di Natale costa 65 euro, tutto compreso. Pochi i posti liberi.

Sessantacinque euro il costo anche al ristorante “Giopì e Margì” di Bergamo, vini compresi. «Le prenotazioni sono a buon punto – dice il patron Darwin Foglieni – mentre è in deciso aumento il fenomeno dell’asporto: clienti che prenotano qui i piatti che verranno a ritirare la vigilia di Natale e consumeranno nella intimità famigliare».

Quello dell’asporto è un fenomeno in crescita di anno in anno. Se anni fa erano pochi i ristoratori che lo praticavano, oggi sono molti di più e lavorano, come ci conferma anche Norberto Maffioli, patron della Trattoria Da Norberto a Albegno di Treviolo, locale che ha comunque esaurito i posti anche nel ristorante: sarà anche perché il prezzo, tutto compreso, è contenuto in 43 euro.

A Orio al Serio, ristorante Le Stagioni, Diego Zanchi ha predisposto un ricco menù tutto compreso a 55 euro (previsti anche il cartoccio di ombrina e la tacchinella ripiena di marroni). Posti liberi ce ne sono ancora. Cinquantacinque euro – come lo scorso anno – si spendono anche “Al Tram” di Sarnico, compresi i vini dell’azienda Il Calepino, che fa sempre capo ai fratelli Plebani. Anche qui ci sono ancora posti liberi. Dal ristorante di lusso alla trattoria dall’atmosfera familiare e cucina casalinga, quasi sempre l’appuntamento di Natale è con un menù a prezzo fisso guidato dall’esperienza e dall’abilità del ristoratore. Seguendo una tendenza ormai affermata, anche gli agriturismo sono molto gettonati: permettono di trascorrere alcune ore in campagna, in un ambiente informale, degustando prodotti e piatti tipici della nostra agricoltura.

Al tre stelle Michelin “Da Vittorio”, a Brusaporto, si pranzerà alla Carta e le prenotazioni sono a buon punto, mentre nella collegata “Cantalupa” – data la vastità dell’ambiente – ci sono ancora posti liberi: il menù qui sarà guidato, al prezzo fisso di 100 euro, esclusi però vini e bevande.

All’opposto, troviamo un costo piuttosto basso e accessibile al ristorante “Al Sorriso” di Curno: 40 euro tutto compreso, dall’aperitivo al caffè. Anche qui ancora non siamo al completo, così come al Roof Garden Excelsior San Marco a Bergamo: il prezzo del pranzo di Natale, con la magnifica visione su Bergamo Alta, è stato contenuto in 85 euro, bevande comprese. Pochi posti ancora liberi. Così come al ristorante “Fatur” di Cisano Bergamasco, che ha predisposto un menù a 54 euro (come lo scorso anno) tutto compreso.

«E’ invece aumentato – afferma il patron Pierangelo Comi – il servizio di asporto. Il giorno della vigilia i clienti verranno a ritirare i piatti ordinati e il pranzo di Natale lo consumeranno in famiglia, senza sporcare pentole». A Cenate Sotto, lo chef Alessandro Martinelli (ristorante Primo Piano), ha preparato due menù, entrambi a base di pesce nel quale è specialista: una da 65 e uno da 40 euro, entrambi comprensivi di tutto. I posti ancora disponibili sono pochi.

Roberto Vitali

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