Domenica 01 Giugno 2014

Terza casa occupata a Bergamo
A Redona in 15 nella «Piraten Etxea»

La casa occupata a Redona

È la terza casa occupata nel giro di poco tempo a Bergamo. Sono una 15ina i ragazzi che hanno occupato un’abitazione a Redona.

Dopo cascina Ponchia, occupata dal Kollettivo autonomo popolare a dicembre, e la palazzina di via Monte Grigna abitata da gennaio da alcune famiglie e ragazzi che si ritrovano sotto il nome di Comitato di lotta per la casa, ecco un altro stabile abbandonato che viene riadattato a nuovo uso. A questo va aggiunta anche l’occupazione degli orti di Colognola che il comune lascia vuoti e incolti, e che il Collettivo Orti storti sta coltivando da più di un anno.

La casa si trova in via Corridoni 35 ed è di proprietà di un privato che l’ha lasciata vuota dal 2008 ad oggi. Domenica 1° giugno fuori dalla casa sono apparsi alcuni striscioni. Uno di questi recita: «Riprendiamoci la casa, apriamo spazi di libertà» e alcuni ragazzi hanno cominciato i lavori di ristrutturazione.

Protagonisti dell’occupazione di quella che è stata nominata «Piraten Etxea» (Casa dei Pirati), sono ragazzi che dicono di avere la necessità di «un tetto sopra la testa e a cui la società attuale non permette di vivere dignitosamente al di fuori delle logiche di affitto, lavoro salariato, bollette e di questo sistema economico/culturale in generale».

Il proprietario dello spazio ha già effettuato denuncia e si attende ora la decisione della magistratura per procedere con lo sgombero. L’area è comunque monitorata dalle forze dell’ordine.

«L’amministrazione comunale continua a essere sorda a qualsiasi appello per risolvere l’emergenza abitativa sempre più pesante anche a Bergamo, anzi si permette di aggiungere disagio a una situazione già precaria facendo staccare l’elettricità alle abitazioni di via Monte Grigna - fanno sapere gli organizzatori della protesta -. Anche gli orti hanno dovuto affrontare nelle scorse settimane il distacco dell’acqua, ma nonostante ciò portano avanti il loro progetto.

Sembra essere diventata ormai prassi comune trovare soluzioni alternative all’emergenza. A differenza dell’uscente assessore all’edilizia Tommaso D’Aloia che, dopo vane promesse e fantomatici accordi smentiti dagli stessi sindacati degli inquilini, sembra non avere nessuna proposta attuabile».

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