Una battaglia legale che dura dal 1961
E così il Papa benedice Benito Scaburri

Lui di anni ne ha compiuti 80, e la sua causa - per un muro di confine - quest’anno ha invece tagliato il traguardo del mezzo secolo dall’inizio di un’intricata vicenda, prima amministrativa e poi giudiziaria, costata ben 25 anni di processo.

Lui di anni ne ha compiuti 80, e la sua causa - per un muro di confine - quest’anno ha invece tagliato il traguardo del mezzo secolo dall’inizio di un’intricata vicenda, prima amministrativa e poi giudiziaria, costata ben 25 anni di processo.

Benito Scaburri, classe 1934, ex imprenditore nel settore dei bottoni di Chiuduno, ora residente a Capriolo, appena al di là dell’Oglio che segna il confine tra la provincia di Bergamo e quella di Brescia, lungi dall’arrendersi rilancia e lo fa a modo suo: da un lato ha mandato mezzo secolo di storia di battaglie amministrative e legali a Papa Francesco, per sottoporgli la vicenda, e dall’altro ha presentato un esposto alla Procura di Bergamo contro i sindaci che, nel corso di questa decennale vicenda, si sono succeduti a Chiuduno: secondo lui sarebbero dovuti intervenire per porre un rimedio, ma nessuno lo ha fatto.

Di qui la decisione, una volta vinto nel 2012 il procedimento civile, di passare all’attacco in sede penale: almeno come punto di principio, vista l’età dei presunti reati e quindi la possibile relativa prescrizione. Per ora l’unica risposta è arrivata dal Vaticano: una lettera per confermare la ricezione del voluminoso plico, con foto e benedizione del Papa. Anni di lotta hanno insegnato però a Scaburri l’arte della pazienza.

La vicenda comincia nel 1961, quando a Chiuduno i suoi vicini ottengono di alzare un muro di comune proprietà: i lavori vengono eseguiti tre anni dopo, nel ’64, quando anche Scaburri realizza una soletta adiacente al muro.

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