Lunedì 03 Febbraio 2014

Berbenno, la frana non si ferma

Il fango contro le case: 19 sfollati

La frana di Ponte Giurino, a Berbenno in Valle Imagna, non si ferma. Nella notte fra domenica e lunedì si è registrato un altro distacco di materiale roccioso a monte, mentre a valle il fango ha raggiunto le case di via Stoppani, che sono state protette con blocchi di cemento per evitare che ne siano invase. Gli sfollati sono 19, e restano fuori casa. Una famiglia è ospitata in un albergo di Sant’Omobono, le altre hanno trovato posto da parenti o amici.

Il vero problema resta il maltempo: finché pioverà - e una tregua vera non si avrà fino a giovedì - è praticamente impossibile intervenire per rimuovere il materiale trascinato a valle. Poi c’è il problema della fognatura che la frana ha distrutto: sta riversando acque nere e bianche che alimentano ulteriormente il movimento del fango.

Una parte è stata deviata e Uniacque ha messo in cantiere un primo intervento per la giornata di mercoledì, per cercare di intubare la fognatura che si trova a monte della strada.

La frana è stata monitorata anche durante la notte: la zona è stata illuminata con le fotoelettriche. Intanto il traffico è stato deviato: i camion sulla strada di Brembilla, le auto per Bedulita, dove è stato istuituito un senso unico alternato.

La lettera appello di un nostro lettore

«Abitando a Mazzoleni (S. Omobono) stamattina come tanti valligiani sono dovuto scendere dalla valle passando dalla strada impervia di Bedulita per poi scendere a Capizzone.

A Bedulita è stato istituito un senso unico alternato in quanto la strada è stretta e sdrucciolevole. Con sconcerto ho notato che i grossi pullman di linea vengono fatti passare da lì.

Ora, visto che già un anno fa solo il caso ha voluto che si evitasse una tragedia con un pullman carico di studenti, vorrei lanciare un appello a chi di dovere affinché da Capizzone si allestisca un servizio fatto con dei pullmini, perché se anche solo dovesse cedere la strada, e venir meno la possibilità di passare da Bedulita, si aggiungerebbero ulteriori disagi a una situazione già difficile per tutti noi che risiediamo in alta valle».

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