Martedì 29 Marzo 2011

Ubi Banca, utile in flessione
Varato aumento da un miliardo

Ubi Banca gioca d'anticipo e vara un aumento di capitale da 1 miliardo, da realizzare entro l'estate, e intanto mette in pista per metà maggio il nuovo piano industriale.

I consigli dell'istituto, riuniti per approvare i conti 2010 chiusi con un utile netto in calo a 172,1 milioni (dai 270,1 milioni dello scorso anno) e un dividendo dimezzato a 0,15 euro per azione, ha annunciato a sorpresa la richiesta di delega all'assemblea per la ricapitalizzazione.
Mediobanca, in cabina di regia, garantisce l'intero importo, che avrà un un impatto positivo di 106 punti base sul principale indicatore di solidità patrimoniale: dopo l'intervento, il Core Tier I della banca dovrebbe attestarsi all'8,01% (dal 6,95% dello scorso dicembre).

La mossa della banca lombarda potrebbe accelerare le decisioni degli altri istituti che stanno valutando un rafforzamento. Dopo i 2 miliardi raccolti dal Banco Popolare, serviti per rimborsare 1,45 miliardi di Tremonti bond, domani sarà il Cda della Bpm a discutere un eventuale intervento da 600 milioni per rimborsare 500 milioni di aiuti di stato. Tempi più lunghi sono attesi invece per una decisione da parte di Mps (il board sui conti è domani), che ha 1,9 miliardi di Tremonti-bond da restituire.

«Crediamo serenamente che ci presenteranno dei buoni piani industriali che ci convinceranno delle buone ragioni per rafforzare il patrimonio. Non ci tireremo indietro perchè le nostre fondazioni hanno i mezzi per farlo», ha osservato da parte sua il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, sulla necessità delle banche di rafforzare il capitale.

Ubi non aveva a suo tempo fatto ricorso agli aiuti governativi ma aveva emesso un bond convertibile. E oggi rimane a disposizione del gruppo il 'cuscinettò di capitale (circa 70 punti base di Core Tier 1) rappresentato dal prestito convertibile con cui sono stati già raccolti 640 milioni di euro (la finestra per la consersione si è aperta il 10 genmaio e si chiude a 2013). Ulteriori benefici potranno derivare dall'adozione del metodo «Advanced» per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi creditizi e operativi.

«Bankitalia non ci ha chiesto di fare l'aumento di capitale, questo è stato deciso autonomamente dalla banca e non è collegato con i risultati dei prossimi stress test», ha sottolineato il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah negando poi che il rafforzamento patrimoniale sia stato fatta in vista di un'acquisizione.

Sul mercato «da un lato ci sarà un gruppo di banche solide e ben capitalizzate con buone possibilità di funding e con la possibilità di crescere non tramite acquisizioni e quindi di seguire l'andamento dell'economia reale. Dall'altro lato ci saranno delle banche meno solide che avranno maggiori difficoltà a seguire l'evoluzione dell'economia reale. Noi vogliamo essere fra le prime», ha spiegato il banchiere.

a.ceresoli

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