Martedì 06 Settembre 2011

Sciopero, 3 mila al corteo Cgil
Fiom: adesione oltre il 70 %

Una mobilitazione massiccia e che però non ha nemmeno mancato di provocare disagi nell'arco di tutta la giornata di martedì 6 settembre. È partito dalla stazione ferroviaria di Bergamo il corteo dei partecipanti allo sciopero generale indetto dalla Cgil. Alla manifestazione hanno aderito almeno 3 mila persone. L'agitazione ha interessato anche il settore del trasporto pubblico locale: lo sciopero per i lavoratori dei bus locali è iniziato alle 16.30 fino a fine servizio. I lavoratori dei treni si sono invece fermati dalle 9 alle 17, quelli del trasporto aereo dalle 10 alle 18.

In piazzale Marconi sono confluiti nove autobus di lavoratori provenienti da Val Brembana, Val Seriana, dall'Isola, dalla Bassa, da Grumello del Monte, Trescore Balneario e Dalmine. Il corteo, da viale Papa Giovanni, è proseguito per via Camozzi: davanti alla sede di Confindustria sono stati lanciati alcuni fumogeni e gridati slogan. Quindi il corteo è avanzato su via Tasso (davanti alla Prefettura), per concludersi in piazza Vittorio Veneto, dove sono intervenuti il segretario provinciale della Cgil, Luigi Bresciani, i sindaci di Valnegra, Virna Facheris, e Verdellino, Giuseppe Maci. Le conclusioni di Alberto Morselli, segretario nazionale della Filctem Cgil.

Dal palco, come previsto, hanno preso la parola Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil, i sindaci di Valnegra, Virna Facheris, e Verdellino, Giuseppe Maci, e un lavoratore dell'azienda Prefabbricati Cividini spa, Ronaldo Sbrugnera. Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Morselli, segretario generale nazionale della Filctem Cgil. «Siamo in tanti - ha detto alla piazza (e alla ressa di lavoratori e pensionati riparata anche sotto i portici per la forte pioggia) Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil -. La solidarietà alla nostra lotta è cresciuta tanto in questi giorni, non siamo da soli, abbiamo ricevuto centinaia di adesioni, anche da moltissimi sindaci, perché 3 finanziarie li hanno messi in ginocchio e l'ultima rischia di stenderli. La discussione sull'abolizione di Comuni e Province è pura demagogia: i Comuni sono gli enti più vicini alla gente, con gli assessorati al Lavoro della Provincia noi discutiamo delle situazioni occupazionali presenti sul territorio. La mia provocazione, allora, è quella di eliminare le regioni, se proprio si vogliono tagliare i costi».

A proposito dell'opportunità o meno della mobilitazione, Bresciani dal palco ha detto: «Anche nella nostra provincia, in queste settimane, abbiamo sentito diverse dichiarazioni a proposito del nostro sciopero: da chi diceva "non ora, non è il momento giusto", a chi ci ha accusati di far fare all'Italia il destino della Grecia. La risposta oggi siete voi, in questa e in altre 100 piazze (…). Nel Paese c'è una forte domanda di eguaglianza, legalità, serietà, giustizia. Si chiede un ricambio e questa richiesta non è frutto dell'anti-politica, bensì di un'energia nuova e forte. Come tale (lo dico alle forze politiche presenti oggi in piazza) va raccolta, altrimenti rischiamo tutti la deriva».

Rispetto ai rapporti con le altre sigle sindacali, il segretario della Camera del lavoro ha detto: «Vorremmo qui con noi anche Cisl e Uil. Tutto ciò che potremo fare per l'unità sindacale, lo faremo, ma sempre al fianco dei lavoratori e dei loro interessi. Dicano al Governo di ritirare l'articolo 8, dicano che non l'applicheranno. O la legge Sacconi o l'accordo del 28 giugno siglato con noi, devono fare una scelta. Non si possono tenere i piedi in due scarpe, o di qua o di là».

La Cisl replica ai commenti: «Riteniamo indispensabile riprendere e rilanciare il percorso unitario partendo dall'accordo Cgil-Cisl-Uil del 28 giugno scorso, utile a superare le divisioni che si sono determinate a seguito della decisione dello sciopero separato promosso dalla Cgil. Al riguardo non giovano alcune dichiarazioni fatte nel comizio di Bergamo da Bresciani segretario provinciale della Cgil. Sa benissimo che il modo miglior per dividere sindacati e lavoratori è promuovere separatamente scioperi chiedendo a posteriori l'adesione: questo è quello che è successo. E la retorica di chi è contro o a favore di questo o quel governo, di questo o questo provvedimento serve forse a scaldare gli animi di qualche tifoso, ma non rappresenta la verità».
E continua la dichiarazione del sindacato: «La realtà delle adesioni allo sciopero è ben altra di quella dichiarata dalla Cgil e unitamente alla grave difficoltà che sta attraversando il nostro paese, rimette al centro del dibattito delle organizzazioni sindacali il tema di una ripresa dell'unità d'azione definendo i punti e gli obiettivi minimi di convergenza».

Il corteo è stato aperto da una delegazione di lavoratori della Prefabbricati Cividini, dove sono a rischio 146 posti di lavoro a causa della chiusura dello stabilimento di Osio Sopra, solo l'ultima delle tante facce della crisi nella provincia orobica. «Tagliano i servizi, la sanità, l'assistenza, violano il contratto nazionale e lo Statuto dei Lavoratori, discriminano i disabili» è il testo del volantino distribuito in piazza. «Tagliano il reddito dei lavoratori e fanno pagare più tasse a chi già le paga - continua il documento -. Salvano il palazzo e caricano sugli enti locali il carico dei tagli. Cambiare la manovra è possibile, ma ognuno deve fare la sua parte, soprattutto chi ha di più e chi non paga mai. Chiediamo giustizia, solidarietà, un futuro al Paese, investimenti sull'istruzione e sull'occupazione dei giovani. Questo non è il momento di stare a guardare. Chiediamo a tutte le lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati di partecipare allo sciopero e alla manifestazione indetta dalla Cgil. Serve la partecipazione di tutti per cambiare la manovra».

«Le ragioni dello sciopero sono note – commenta il segretario Bresciani – e vanno individuate nelle due manovre ingiuste e sbagliate del 15 luglio, da 47 miliardi di euro, e del 12 agosto, per altri 45 miliardi, che vanno a colpire soprattutto lavoratori e pensionati. Nella prima sono stati reintrodotti i ticket sanitari, eliminate le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e penalizzati con pesanti tagli gli enti locali. Abbiamo poi assistito all'accanimento nei confronti dei dipendenti pubblici, con la proposta di congelamento della tredicesima e corresponsione del Tfr dopo due anni. Anche il contributo di solidarietà è stato mantenuto solo per i dirigenti pubblici».

In un comunicato a firma Mirco Rota Segretario Generale Fiom Cgil Lombardia si legge anche che «i primi dati delle principali aziende lombarde dimostrano l'altissima adesione dei lavoratori metalmeccanici allo sciopero generale indetto dalla Cgil per oggi. Secondo i dati della Fiom-Cgil, in quasi tutti gli stabilimenti la partecipazione è oltre il 70%. Nel reparto produzione di alcune aziende il dato raggiunge addirittura il 100% degli addetti».
«In provincia di Milano - continua Rota - hanno aderito il 70% degli addetti a Weir gabbioneta, Ansaldo Kone e Alstom Power, il 75% di Alstom ferroviaria, l'80% di Bcs divisione Mosa e Cimbali e il 75% di Microfusione. In provincia di Bergamo presso la Dalmine hanno incrociato le braccia il 70% dei dipendenti, alla Bianchi il 90%, alla Nicotra l'80%».

Secondo la Fiom Cgil Lombardia dunque l'alto livello di adesione allo sciopero oltre a confermare le ragioni della protesa mostra che, qualora il governo non dovesse modificare la manovra, la Cgil è pronta a continuare la mobilitazione.  Fra i partecipanti allo sciopero il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Gabriele Sola: «A molti questo sciopero non piace - osserva Sola - ma oggi più che mai è uno strumento necessario per testimoniare la contrarietà della maggioranza degli italiani alla manovra che il governo si appresta a varare. E, con essa, l'impegno di noi dell'Italia dei Valori a costruire l'alternativa per un futuro migliore».
«Noi dell'Italia dei Valori - prosegue Sola, che ha sfilato accanto al segretario regionale dell'IDV Sergio Piffari ed al consigliere provinciale Domenico Cangelli - non vogliamo arrenderci agli irresponsabili di governo, che hanno messo a punto una manovra economica destinata a rendere l'Italia ancora più ingiusta e meno solidale di quella attuale. Una manovra timida con i prepotenti e severa con i deboli.

Queste le percentuali sull'adesione allo sciopero fornite dalla Cgil
Settore metalmeccanico Dalmine–Tenaris: 70% fra gli operai del 1° turno, acciaieria ferma Brembo Curno: 70% fra gli operai del 1° e 2° turno Same: oltre 90% fra gli operai del 1° turno Bianchi Vending: 90% fra gli operai del 1° turno Nicotra: 80% fra gli operai del 1° turno Lovato: 78% sul totale Lupini Targhe: 60% fra gli operai Pilenga di Lallio: produzione ferma Phoenix: 80% fra gli operai Exide: 90% fra gli operai Somaschini: 50% Settore edile Italcementi di Calusco: 62% fra gli operai, produzione ferma (Italcementi in generale: 15%) Novem: 52% Grafici Cartiere Paolo Pigna: oltre 70% degli operai del 1° turno Nuovo istituto d'Arti Grafiche: oltre 70% degli operai del 1° turno Poste Quasi il 40% degli uffici postali chiuso il tutta la provincia Trasporti ATB: 50% Funzione Pubblica Casa di riposo di via Gleno: 50% Comune di Bergamo: 35% Tessili-chimici Branded Apparel Italia: 50% Polimer Latex: 25% Alimentaristi Sanpellegrino: 50% sul totale dell'organico Bancari Ubi Banca: 9,2%

e.roncalli

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