Caravaggio, via il Philadelphia:
l'azienda annuncia 58 esuberi

La Philadelphia lascia Caravaggio. La produzione del formaggio fresco non sarà più realizzata nello stabilimento bergamasco della Galbani (gruppo Lactalis). L'azienda, durante l'incontro sindacale ha prospettato 58 esuberi su 306 dipendenti.

La Philadelphia lascia Caravaggio. La produzione del formaggio fresco da spalmare non sarà più realizzata nello stabilimento bergamasco della Galbani (gruppo Lactalis) e l'azienda, durante l'incontro sindacale di venerdì, ha prospettato 58 esuberi su un totale di 306 dipendenti.

La volontà di dismettere la produzione di Philadelphia si conosceva già da tempo, ma diversamente da quanto era stato ipotizzato inizialmente, a fine febbraio cesserà la produzione di Philadelphia Fantasie (gusti olive, salmone e erbe) e con la fine di maggio terminerà il resto della produzione del noto marchio Kraft.

Nel 2003 lo stabilimento bergamasco della Invernizzi venne ceduto dalla multinazionale americana Kraft, che l'aveva rilevato nel 1985, alla francese Lactalis, che l'ha poi fatto confluire in Galbani. Ma la produzione di Philadelphia (che nasce nel 1872, quando William Lawrence, lattaio statunitense, produce a New York il primo formaggio spalmabile), esclusa dalla cessione, ha continuato ad essere svolta a Caravaggio, in forza di un'intesa commerciale fra i due gruppi (a metà degli anni Novanta Caravaggio era diventato polo europeo per questa produzione).

Dei 58 dipendenti che lavorano sulle linee Philadelphia, 45 sono addetti alla produzione, mentre 13 si occupano dei servizi «collaterali». Il lato positivo della questione è che Galbani conferma come strategico lo stabilimento di Caravaggio.

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