Venerdì 11 Novembre 2011

Brembo, utile in crescita (+10,9%)
Mercato principale è la Germania

Brembo archivia i primi nove mesi con un utile netto in crescita del 10,9% a 30,7 milioni. Nei nove mesi il fatturato è aumentato del 18,1% a 945 milioni, il margine operativo lordo a 114,3 milioni (+13,3%).

L'indebitamento è di 326 milioni in aumento di 52,4 milioni per effetto degli investimenti realizzati nel periodo. L'utile nel terzo trimestre ha segnato un calo del 34,1%, a 5,9 milioni, rispetto al terzo trimestre 2010. I ricavi sono cresciuti del 16,1% a 312,3 milioni.

Brembo conferma, nell'imminente approssimarsi della fine dell'anno, le attese di «una buona crescita dei fatturati, con una sostanziale tenuta dei margini, nonostante importanti costi di start-up sostenuti nella seconda parte dell'esercizio per l'avvio dei nuovi impianti produttivi».

Al momento attuale - precisa una note - la proiezione degli ordini in portafoglio conferma per i primi mesi del 2012 «un andamento positivo dei fatturati. La progressiva entrata a regime dei nuovi impianti produttivi contribuirà positivamente ad un miglioramento della marginalità a partire dalla seconda metà dell'anno prossimo».

Nel trimestre bene le vendite: il settore delle corse (+35,6%) e le applicazioni per veicoli commerciali (+20,9%); bene anche le applicazioni per autovetture (+14,9%) e per motociclette (+11,2%).

A livello geografico, la Germania conferma di essere il mercato principale del Gruppo, con il 21,5% del fatturato totale ed un aumento del 14,1%; ottimo l'incremento del Regno Unito (+54,6%) e della Francia (+32,5%). L'Italia rappresenta il 16,4% del fatturato totale e mostra una lieve crescita dell'1,9%.

Andamento a due velocità oltreoceano, dove la buona crescita dell'area Nafta (+13,2%), divenuto il secondo mercato di riferimento per il Gruppo, si contrappone al contenuto aumento del Brasile, che segna un +3,6% dopo diversi anni di incrementi a doppia cifra.

Non si arresta la corsa dei Paesi asiatici: la Cina in particolare cresce ancora del 29,4% e l'India del 22,9%. Il mercato giapponese, colpito dal violento terremoto a marzo 2011, è in contrazione del 3,6%.

r.clemente

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