Venerdì 20 Gennaio 2012

Assunzioni, il saldo è negativo
2.370 ingressi, 4.230 uscite

In Italia, 152mila entrate di personale dipendente sono programmate dalle imprese dell'industria e dei servizi tra gennaio e marzo del 2012, circa 60mila in più di quelle rilevate per l'ultimo trimestre dello scorso anno.

Si tratta, tuttavia, in larga parte di riattivazioni di contratti in scadenza a fine 2011 o di assunzioni in sostituzione di analoghe figure che hanno interrotto (anche solo temporaneamente) il loro rapporto di lavoro.

A realizzarle saranno quelle oltre 107mila imprese –pari al 7% del totale di quelle con almeno un dipendente - che, nonostante lo scenario congiunturale negativo, legano il rinnovamento o l'espansione della base occupazionale all'andamento della domanda estera (sono circa 25mila le imprese esportatrici che assumono, il 10% circa del totale di quelle che esportano) e alla realizzazione di nuovi prodotti o servizi (quasi 32mila imprese, il 15% di quelle che innovano, programmano nuove assunzioni).

A prevederlo è il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro secondo cui le uscite di personale dipendente attese nello stesso periodo saranno pari a 227.500 unità. Si profila pertanto un saldo negativo di 75mila unità, equivalenti a un calo dell'occupazione dipendente nell'industria e nei servizi del -0,7%.

La sofferenza tocca soprattutto l'occupazione nelle piccole imprese, investirà in maniera più consistente il Mezzogiorno e interesserà soprattutto (ma non esclusivamente) i contratti a tempo determinato.

In Lombardia sono previste 27.870 assunzioni e 37.920 uscite con un saldo negativo di poco più di 10mila dipendenti, pari al -0,4%.

Per la provincia di Bergamo – in base al campione delle imprese intervistate pari al 4,6% delle unità locali provinciali con meno di 50 dipendenti e a circa il 25% di quelle oltre i 50 dipendenti - la previsione è di 2.370 entrate nel primo trimestre 2012 a fronte di 4.230 uscite (il 36% delle quali per scadenza di contratto e il 18,1% per pensionamento) con un saldo negativo di 1.870 dipendenti, corrispondente a una variazione del -0,7%, del tutto simile al dato medio nazionale ma più accentuata rispetto alla media lombarda (per Milano la previsione è -0,3%, per Brescia -0,1%).

Va ricordato che l'indagine annuale realizzata ad aprile-maggio dell'anno scorso, stimava in provincia di Bergamo un saldo negativo per l'intero anno 2011 di poco più di 2mila dipendenti, pari al -0,7%.

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a.ceresoli

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