Sabato 25 Febbraio 2012

Gli eco occhiali nati a Brembilla:
legno protagonista con Feb31st

C'è un discorso etico dietro questi occhiali nati dal legno. Una storia che nasce da un'idea semplice: riscoprire un materiale antico e contemporaneo, attraverso la lente del design. Con un animo sognatore: «La conoscenza passa dagli occhi e il nostro sguardo sul mondo è ciò che fa la differenza» spiega Stefano Minelli che, insieme al cugino Silvano Minelli e a Stefano Sarti Cipriani, ha dato vita a Brembilla a un progetto il cui nome è tutto un programma: Feb31st, diminutivo della «non data» in inglese del 31 febbraio, perché ogni giorno si può sognare. Una linea di occhiali, realizzati in legno, dai modelli moderni e dai colori originali.

Partiamo dalla storia: i due Minelli, 40enni e con alle spalle già una lunga esperienza nel legno, decidono d'investire su un progetto nuovo, slegato dal gruppo di famiglia. «Volevamo creare un marchio nostro - spiega Stefano -. Siamo la 4ª generazione di una realtà che del legno sa tutto. Abbiamo investito in tecnologia e puntato su un'intuizione».

Casuale: «Il figlio di un nostro cliente si era laureato con una tesi sull'uso del legno negli occhiali: da qui il progetto». Nasce a Brembilla la «31 febbraio srl» con 3 dipendenti e il neolaureato, autore della tesi, Stefano Sarti Cipriani, 28 anni, entra in società: «In un periodo di tagli alla ricerca, noi andiamo controcorrente» continua Stefano Minelli.

È nata così la prima collezione di occhiali realizzati in legno, con 13 strati di tranciato: «Legno lavorabile e una colla speciale che unisce gli strati. Ovviamente lavoriamo eco-friendly: il legno è pioppo italiano e tutta la produzione è a basso impatto ambientale, con packaging in carta certificata Fsc e realizzata alla Press R3 di Almenno».

Dietro la creazione dei modelli un ingegnere e designer formato in Australia ma italiano: è Valerio Cometti, in squadra con Patrizia Morforio, «filosofa del prodotto» spiega Minelli: è lei che con Cipriani ha dato vita al messaggio che questi occhiali vogliono dare.

«Un prodotto dal lusso abbordabile (300-400 euro con le lenti), eco-compatibile, e che segue il gusto estetico». Leggerissimi - solo 21 grammi -, finiture curate, modaioli nelle forme e nei colori, la seconda collezione sarà al Mido, la fiera di settore a Milano, dal 13 marzo.

Intanto la prima linea si è radicata sul territorio nazionale e al Silmo di Parigi, il salone europeo dell'ottica, lo scorso settembre, ha richiamato l'attenzione del comparto. «Non è solo il fatto di usare il legno come materiale - spiega Minelli -. Il valore aggiunto è che la nostra produzione è rapidissima e in 5 giorni realizziamo modelli personalizzati: abbiamo predisposto 9 modelli declinati in numerosi colori e le combinazioni sono molteplici e tutte on demand». Intanto la rete di distribuzione è già avviata e in Italia Feb31st è presente in un'ottantina di ottici, oltre che nel mondo, Australia, Canada, Usa e Argentina in primis.

E i primi numeri sono ambiziosi: «Abbiamo investito per il 2011 400 mila euro e dallo scorso settembre a dicembre abbiamo venduto 500 paia di occhiali. Nel 2012 la previsione di vendita è di 3 mila occhiali, con un ulteriore investimento di 400 mila euro». In macchinari, ma anche e ancora in ricerca, con un brevetto già depositato sulla modalità di inserimento delle lenti.

Poi la finalità commerciale: «La tendenza nell'occhiale è spesso quella di acquistare in base al brand a cui il prodotto è collegato - spiega Minelli -. Feb31st vuole invece veicolare un messaggio». Nella consapevolezza che questo accessorio è sempre più elemento moda: «La scelta degli occhiali con cui guardare il mondo è qualcosa di intimo - conclude Minelli -. È come diceva André Gide: "L'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata"».

Fabiana Tinaglia

r.clemente

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