Martedì 05 Febbraio 2013

Enel, agitazione tra i dipendenti
Presidi e sciopero l'8 a Milano

Anche i 400 dipendenti dell'Enel della provincia di Bergamo iniziano a «valutare con preoccupazione il clima che si respira all'interno dell'azienda e nelle relazioni sindacali. Intanto affiora anche l'ipotesi di contratti di solidarietà per i lavoratori del gruppo».

In una nota sindacale si legge: «Ci saranno così anche i 400 dipendenti bergamaschi tra i partecipanti allo sciopero con manifestazione in via Carducci a Milano e ai presidi territoriali del prossimo 8 febbraio che le organizzazioni di categoria di Cgil Cisl Uil della Lombardia hanno indetto proprio per cercare di ristabilire corrette relazioni sindacali con le società del Gruppo Enel, per trovare le necessarie intese, per avere garanzie di rispetto degli accordi sottoscritti».

«Intanto, dal 29 gennaio e fino al 22 febbraio sono stati bloccati i lavori straordinari, i lavori programmati e gli spostamenti di orario. Insomma inizia a prendere forma la mobilitazione dei dipendenti Enel in Lombardia. Le Organizzazioni Sindacali regionali lamentano il fatto che Enel continua a rifiutarsi di rinnovare gli accordi territoriali per gli anni 2011 e 2012; che introduce interpretazioni unilaterali per risparmiare non riconoscendo diritti che avrebbero riflessi importanti sulla qualità del lavoro. Ci sono poi gli aspetti di alcune applicazioni economiche sulle quali gli accordi non vengono rispettati. Su tutte queste vicende il Sindacato ha cercato con chiara disponibilità ed insistenza di trovare intese che ristabilissero un rapporto corretto, superando positivamente i contenziosi. A tutto questo si aggiunge un quadro complesso di carenze di organico che in Lombardia CGIL CISL UIL denunciano da tempo che peggiora le condizioni di lavoro e che provoca il mancato rispetto del contratto».

«Il Sindacato – dice Mario Luiselli segretario generale della FLAEI CISL di Bergamo - ha assunto la consapevolezza del difficile momento e della necessità di dar prova di maturità. Per questo rivendica un ruolo di comune gestione di questa particolare fase, affrontando anche temi nuovi e non semplici ma nell'intento di ricercare la miglior tutela dei lavoratori nel contesto dato. Pretendiamo che si ristabiliscano anche in Lombardia corretti rapporti tra le parti, praticando gli accordi e non il procedere da soli. Invece sempre più spesso sul nostro territorio l'azienda sceglie la pratica del negare il tavolo sindacale o svuotarlo di contenuti in particolare per le legittime parti economiche, le interpretazioni unilaterali, il non rispetto di importanti accordi e delle situazioni in essere».

e.roncalli

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