Bergamo, cassa integrazione giù del 55%. «In un anno 50 milioni di ore in meno, ma numeri ancora alti»

Dati Inps su ordinaria, straordinaria e deroga nel 2021. Rispetto la 2019 numeri ancora alti, necessaria una proroga della normativa Covid.

Bergamo, cassa integrazione giù del 55%. «In un anno 50 milioni di ore in meno, ma numeri ancora alti»

Anche Bergamo sconta nel 2021 il calo generalizzato delle ore autorizzate di cassa integrazione rispetto a quanto finanziato nel 2020. Per la provincia orobica si tratta di circa 50 milioni di ore in meno, il 55% di differenza con l’anno nero del Covid, con un aumento significativo della Cig straordinaria del 63%, una diminuzione della Cig ordinaria del 63% e della Cig in deroga del 44%. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate in tutto il 2021 sono state 27 milioni contro i 73 milioni del 2020.

Il 2021 si chiude in diminuzione anche nei dati mensili : rispetto allo steso mese del 2020, dicembre ha registrato oltre il 70% in meno delle ore autorizzate, con una diminuzione significativa della Cig in deroga (-90%) della Cig straordinaria (-40%) e della casso ordinaria (-65%). Se rapportato allo stesso mese del 2019 il rapporto rimane significativo con 92.510 ore autorizzate, e 1.178.485 autorizzate nel 2021.

«I dati relativi alle ore autorizzate di cassa integrazione nel 2021, seppur in un momento dove la ripresa economica per la nostra provincia è significativa – dichiara Danilo Mazzola, della segreteria Cisl di Bergamo -: ci consegnano una fotografia seppur in miglioramento rispetto al 2021 ma ancora lontana dai numeri del 2019. Inoltre si evidenzia un incremento importante della Cig straordinaria, segnale che sono in atto processi di riorganizzazione sul territorio significativi. Dati che non lasciano ancora tranquilli in quanto fortemente condizionati dalla pandemia e dalle problematiche relative all’approvvigionamento delle materie prime, in particolare dall’estero e per quei paesi dove le restrizioni sanitarie sono importanti».

«È vero che dal 2022 saranno in campo le importanti riforme degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, ma nessuna delle due potrà essere operativa fin da gennaio. Pertanto –conclude Mazzola - la CISL ritiene necessaria una proroga della normativa relativa alla cassa integrazione con causale covid, la cui scadenza, con il decreto fiscale di ottobre , era stata portata al 31 dicembre 2021 e che ora va spostata al 31 marzo 2022, in coincidenza con la proroga dello stato di emergenza, per poter dare respiro alle aziende dei servizi e del terziario, nonché del settore tessile-abbigliamento-pelli, utilizzando le risorse già appostate dalla legge di bilancio».

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