Martedì 10 Dicembre 2013

Edilizia, nessun euro d’aumento

Venerdì sciopereranno in 35mila

Per l'edilizia crisi sempre più «nera»

Le richieste che sindacati e lavoratori dell’edilizia porteranno in piazza venerdì sono chiare: rinnovare il Contratto nazionale con un adeguato aumento salariale ma anche mantenere l’Anzianità Professionale Edile (APE) e puntare su un lavoro dignitoso, sicuro e regolare. Per questi motivi a livello nazionale Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno proclamato uno sciopero di otto ore per venerdì, 13 dicembre, con manifestazioni territoriali a Milano, Roma, Napoli, Palermo.

Nel capoluogo lombardo si terrà una manifestazione a partire dalle ore 9.30 davanti all’ingresso del cantiere di EXPO 2015 (varco Località Cascina Merlata, via Gottlieb Wilhelm Daimler (traversa di via Gallarate, civico 450, concessionaria Mercedes). Interverranno i segretari generali della Feneal di Milano Enrico Vizza, della Cgil Lombardia Nino Baseotto e della Filca nazionale Domenico Pesenti.

Anche da Bergamo, dove il settore occupa circa 35mila lavoratori (17mila iscritti alle casse edili di Bergamo più i dipendenti di aziende con sede in provincia e al lavoro in tutto il Paese) partirà una delegazione per raggiungere il presidio di Milano.

Rotte le trattative il 21 novembre, il rinnovo del Contratto nazionale vive un momento di stallo coi sindacati che definiscono «provocatorie» le proposte delle controparti Ance e Coop:

- nessun aumento: da ANCE e COOP arriva la proposta di andare al rinnovo del Contratto nazionale senza alcun aumento delle retribuzioni;

- messa in discussione dell’APE: ANCE e COOP, sconfessando quanto raggiunto in precedenti confronti, hanno avanzato una proposta che di fatto “elimina” l’Anzianità Professionale Edile (APE), provocando un calo delle retribuzioni di tutti i lavoratori ad iniziare da quelli con più anzianità;

- bilateralità: ANCE e COOP hanno riproposto una logica che, anziché favorire interventi volti al rilancio, alla riqualificazione e alla riunificazione del sistema per garantire un servizio più efficace ed efficiente, punta solo a generare risparmi per le imprese, con tagli lineari ai costi contrattuali.

«La controparte vuole uscire dalla crisi ridimensionando il ruolo del Contratto Collettivo nazionale di lavoro, della contrattazione di secondo livello, della bilateralità, dei diritti dei lavoratori e delle regole necessarie ad una rigorosa competizione» hanno detto oggi Angelo Chiari della Fillea-Cgil, Gabriele Mazzoleni di Filca Cisl e Giuseppe Mancin per Feneal Uil di Bergamo. «Siamo disponibili ad un rinnovo in linea con gli accordi già realizzati nei settori di costruzioni, cemento, lapidei, laterizi e manufatti, legno, piccole e medie imprese edili. Ma quanto proposto in questa trattativa davvero per noi è un attacco pesante al Contratto nazionale di lavoro. Ance e Coop si sono così assunte la responsabilità politica della rottura del negoziato».

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