Mercoledì 09 Luglio 2014

Export, la Lombardia avanza

Bergamo: bene macchine e gomma

Nuova avanzata per le esportazioni dei distretti tradizionali della Lombardia nel primo trimestre del 2014: la crescita tendenziale è del 7% a valori correnti, superiore alla media distrettuale nazionale (+5,4%).

Il dato non riflette però soltanto la solidità delle performance (che si sono mostrate in crescita per il quarto trimestre consecutivo) bensì anche un parziale rimbalzo statistico, derivante dal confronto con i risultati sottotono del primo trimestre 2013. Sia i mercati maturi che i mercati emergenti hanno fornito un importante contributo al risultato positivo dei primi mesi 2014.

E’ quanto si legge nel Monitor dei distretti della Lombardia, elaborato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, con i dati di export del primo trimestre 2014.

L’incremento tendenziale delle vendite nei mercati maturi è stato del 6,3%. In particolare, si sono mostrate in aumento le esportazioni dirette verso i primi sei mercati di riferimento per i distretti della regione: Germania (+2,5%), Francia (+1,3%), Stati Uniti (+7,6%), Spagna (+10,5%), Svizzera (+19,2%), Regno Unito (+4,5%)

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L’export diretto nei mercati emergenti ha invece chiuso il primo trimestre 2014 in crescita tendenziale dell’8,2%. Da segnalare, fra i primi dieci paesi nel ranking complessivo dei mercati di sbocco, la settima posizione dell’Algeria (+22,5%) e la nona posizione della Cina (+22,8%). Risultati di rilievo anche per le esportazioni dirette in Russia, Polonia, Turchia, Repubblica Ceca, Romania, Brasile. Il dettaglio distrettuale mostra come la crescita delle esportazioni nel primo trimestre 2014 sia stata generalizzata, nonostante permanga un gap dell’1,7% nel confronto con il livello complessivo di export che si osservava nel 2008.

Incrementi a due cifre delle vendite estere hanno interessato ben sette distretti: Macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo (+22%), Calzature di Vigevano (+21,5%), Calzetteria di Castel Goffredo (+20,1%), Carni e salumi di Cremona e Mantova (+19,4%), Meccanica strumentale di Varese (+16,6%), Gomma del Sebino bergamasco (+14,5%), Seta-tessile di Como (+10,7%). Per contro, sono quattro le realtà distrettuali che hanno incassato una contrazione tendenziale dei flussi di export. Si tratta dei distretti delle Macchine per la concia della pelle di Vigevano (-17,4% la variazione rispetto al primo trimestre 2013), della Lavorazione dei metalli Valle dell’Arno (-5,1%), della Meccanica strumentale del bresciano (-1,9%), del Riso di Pavia (-0,9%).

Le esportazioni dei poli tecnologici lombardi hanno aperto il 2014 in calo, del 6,5% in termini tendenziali, in corrispondenza di tutte le realtà monitorate. Da sottolineare, ad ogni modo, la volatilità cui risultano soggetti i flussi di export di queste realtà distrettuali, cui recentemente è andato ad aggiungersi il polo Biomedicale di Milano. Si tratta infatti di realtà di eccellenza nel panorama internazionale, che sono state protagoniste di un visibile trend di espansione negli ultimi anni.

In particolare, il Polo farmaceutico lombardo e il Polo aeronautico di Varese presentano un consistente vantaggio sul livello delle esportazioni che si osservava nel 2008, fase pre-recessione. Permangono invece timori e criticità sul futuro dell’Ict a livello nazionale, considerato il divario che ci separa dal trend di crescita dell’Ict nel mondo.

I primi cinque mesi del 2014 sono stati protagonisti di una ulteriore decelerazione delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Ordinaria all’interno dei distretti tradizionali lombardi (esclusi i distretti agroalimentari), dell’ordine del 47,6% in termini tendenziali - che ha condizionato di riflesso la dinamica dell’intero aggregato di Cassa: il complessivo delle ore autorizzate si assesta infatti a 32,1 milioni di ore, in calo del 16,7% sul corrispondente periodo 2013; la CIGO incide su di esso in misura pari al 32,4%. Per contro, le altre tipologie di Cassa si sono mostrate ancora in aumento. L’incremento ammonta al 18,5% per le ore di Cassa Straordinaria che, inquadrandosi come la tipologia di ammortizzatore sociale da richiedersi in caso di situazioni di crisi strutturale delle imprese, merita ancora un attento monitoraggio.

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