Festa della mamma, nelle campagne bergamasche le donne Coldiretti sostengono le mamme ucraine

Il progetto Sos per 55mila donne in fuga dalla guerra.

Festa della mamma, nelle campagne bergamasche le donne Coldiretti sostengono le mamme ucraine
Alessia, titolare dell’agriturismo «Green Valley»

«Sul territorio si è costruita una rete di solidarietà promossa dalle donne della Coldiretti per fornire accoglienza, cibo e generi di prima necessità ad alcune delle 55mila donne in fuga dall’Ucraina, spesso con i figli al seguito». È quanto afferma Elena Lazzarini, responsabile di Coldiretti Donne Impresa Bergamo, in occasione della Festa della mamma che si celebra l’8 maggio, dedicata quest’anno alla solidarietà verso le mamme ucraine.

«Le donne delle campagne bergamasche si sono attivate immediatamente e hanno dato il loro contributo per assicurare una buona accoglienza a chi è fuggito dagli orrori delle guerra – spiega Elena Lazzarini -; sono stati gesti spontanei e molto sentiti, per sostenere le donne che per mettersi in salvo sono state costrette a fuggire dalle proprie case con i loro figli».

Molte sono state le forme d’aiuto messe in campo, come la raccolta di indumenti e di materiale per la scuola, la raccolta di generi alimentari con la spesa sospesa e altre iniziative di solidarietà. Ci sono anche imprenditrici agricole di Coldiretti che non hanno esitato a spalancare le porte delle loro aziende e delle loro case.

La storia di Alessia

Alessia, ucraina di nascita, mamma di due bambini, insieme al marito Diego, ha deciso di riservare tutte le stanze del loro accogliente agriturismo «Green Valley» di Cene a quattro donne e due bambini piccoli. «Quando è scoppiata la guerra ho provato molta paura e anche molta rabbia – racconta Alessia -, sentivo il bisogno di aiutare il mio Paese e le persone care che erano in pericolo. Quindi mi sono attivata subito per cercare di ospitare alcune parenti e conoscenti. Sono andata personalmente a Varsavia a prenderle e dopo varie peripezie, perché la situazione è veramente drammatica, siamo riuscite ad arrivare a casa. Per tenerle occupate durante la giornata cerco sempre di organizzare qualcosa, a volta stiamo in cucina a preparare piatti bergamaschi ed ucraini e ci scambiamo le ricette».

Alessia si sta rendendo disponibile anche come traduttrice: nella scuola di sua figlia, ad esempio, sta aiutando le insegnanti a interagire con una bambina ucraina da poco arrivata, mentre a Bergamo ha facilitato il lavoro di alcuni medici impegnati a valutare le condizioni di decine di profughi ospitati in un albergo.

La storia di Anna

Un’altra bellissima storia di solidarietà tra mamme arriva da Sant’Omobono Terme dove Anna, dell’azienda Frutticoltura Sant’Anna, ha messo a disposizione un appartamento a due mamme ucraine con i loro bambini.«Non sono potuta restare indifferente a ciò che stava accadendo – dice Anna – e quindi ho fatto subito tutto quello che potevo. Ho coinvolto anche altre mamme e con il loro prezioso supporto provvediamo alla spesa e a tutte le altre necessità. Le nostre ospiti hanno la loro indipendenza ma sono sempre in contatto con loro: in un certo senso è come se avessi allargato la mia famiglia. Per aiutarle a passare il tempo cerco di farle partecipare ad alcune attività. Nei giorni scorsi abbiamo pensato di fare un orto quindi abbiamo comprato tutto il necessario, a breve ci metteremo all’opera».

«La propensione alla solidarietà – sottolinea Elena Lazzarini – fa parte della cultura contadina. L’accoglienza in azienda è un’esperienza di solidarietà attiva, dove l’aiuto arriva dalla condivisione di pratiche e esperienze scandite dai ritmi della natura, dallo scambio di conoscenze e saperi, storie e narrazioni che uniscono da sempre le mamme e le donne di tutti i paesi».

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