Martedì 17 Dicembre 2013

La solidarietà parla bergamasco

Cisl: «Scelta etica da rafforzare»

Bandiere della Fim Cisl

Sono oltre 12mila i posti di lavoro salvaguardati in Lombardia, grazie all’utilizzo di contratti di solidarietà in alternativa a cassa integrazione e licenziamenti. Di questi oltre 5000 sono in Bergamasca. La ricerca compiuta dalla Cisl regionale arriva alla vigilia della seduta del Consiglio regionale per la discussione e approvazione di una legge regionale di sostegno ai contratti di solidarietà.

«È una buona notizia anche per i lavoratori e il settore manifatturiero, e non solo, di Bergamo e provincia. Ora speriamo che la legge regionale che incentiva il ricorso ai contratti di solidarietà in alternativa alla cassa integrazione straordinaria e i licenziamenti strumento venga impiegata e diffusa con maggior intensità rispetto a altri ammortizzatori anche fra le medie e piccole imprese». La soddisfazione di Giacomo Meloni, segretario provinciale della Cisl è quella di tutta l’organizzazione, da sempre promotrice degli accordi “solidali” e per molto tempo in contrasto, ai tavoli negoziali, sia con la parte padronale sia, spesso, con alcuni rappresentanti del mondo sindacale. La legge, in sostanza, definisce obiettivi e strumenti per il sostegno alle imprese e ai lavoratori che saranno coinvolti da nuovi accordi di solidarietà, dando mandato alla giunta regionale, d’intesa con le parti sociali, di formulare le migliori forme di incentivo e di sostegno.

«Del resto – continua Meloni -di fronte alla crisi che coinvolge anche il nostro territorio da oltre cinque anni e una ripresa debole senza crescita occupazionale, la ripartizione del lavoro è una scelta solidale ed etica necessaria da rafforzare ulteriormente ricorrendo ai contratti di solidarietà espansivi». I contratti di solidarietà attualmente in corso in provincia di Bergamo riguardano soprattutto i settori tessile e meccanico, coinvolgendo anche il settore dell’alimentare, delle telecomunicazioni, del commercio e delle tipografie. Una cinquantina le aziende interessate per circa 5000 lavoratori, tra questi anche la «solidarietà» più importante a livello regionale per il numero dei lavoratori coinvolti, la New Global Vending, con le sue 1050 persone.

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