Rinnovi contrattuali, nella Bergamasca coinvolti 70mila lavoratori: i numeri

L’attesa Solo nel commercio sono interessati in 30mila. Nella vigilanza contratto nazionale scaduto da sei anni. I sindacati: strumento per recuperare potere d’acquisto. Ecco i dati dei principali rinnovi contrattuali.

Rinnovi contrattuali, nella Bergamasca coinvolti 70mila lavoratori: i numeri

I metalmeccanici possono prendersi una meritata pausa, dato che l’anno scorso i sindacati di categoria - con le diverse associazioni d’impresa - hanno rinnovato ben sei contratti nazionali, partendo da quello di Federmeccanica (firmato il 5 febbraio 2021), per chiudere a dicembre con gli artigiani. Un «tour de force», che, «dopo mesi di sofferenza legati alla pandemìa, ha dato ai lavoratori elementi di sicurezza dal punto di vista economico», come sottolinea il segretario generale della Fim-Cisl di Bergamo, Luca Nieri. Tute blu a parte, nella nostra provincia ci sono ancora 70mila lavoratori in attesa di vedere rinnovato il proprio contratto nazionale di riferimento. E alcune scadenze non sono proprio recenti: una su tutte quella del contratto della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, datata 31 dicembre 2015. La discussione è aperta, ma le parti non riescono a trovare la quadra.

Due in dirittura d’arrivo

Per un contratto in stallo, ce ne sono due in dirittura d’arrivo . Si tratta di quelli dell’edilizia artigianato (circa 7 mila i bergamaschi interessati) e industria (11 mila addetti). Proprio riguardo a quest’ultimo, «lunedì si incontreranno gli esecutivi nazionali, perché siamo arrivati ad un punto avanzato della trattativa: contiamo infatti di chiudere entro la prima metà di marzo», spiega Giuseppe Mancin, segretario generale della Feneal-Uil. Proprio perché sono tante le incognite in questo momento, a partire da quelle geopolitiche, «è ancora più importante lavorare sui rinnovi contrattuali - dice Simone Alloni, alla guida della Filca-Cisl - in modo che restituiscano potere d’acquisto ai lavoratori». Non solo edilizia: Luciana Fratus, numero uno della Fillea-Cgil, ricorda che «sono scaduti anche il contratto del cemento, quello dei manufatti per cui si è tenuto un primo incontro, quello dei lapidei e quello del legno, per un totale di quasi 8 mila lavoratori interessati».

Non solo edilizia: scaduti anche il contratto del cemento, quello dei manufatti, dei lapidei e del legno, per un totale di quasi 8 mila lavoratori interessati.

Commercio, 30 mila in attesa
Insieme al settore edile, il più popoloso in termini di dipendenti in attesa di un nuovo Ccnl, è quello del commercio con i suoi oltre 30mila addetti in Bergamasca. Sono tre i contratti scaduti: due fanno riferimento a Confcommercio e Confesercenti, il terzo a Federdistribuzione. «La crescita smisurata dell’inflazione - afferma Mario Colleoni, segretario generale della Filcams-Cgil - sta riducendo il potere d’acquisto in un Paese dove i salari non crescono da circa 30 anni». Anche per questo, continua Colleoni, «il meccanismo attuale che regola i rinnovi va assolutamente modificato». C’è un comparto che ha sofferto e sta soffrendo ancora a causa del Covid: il turismo, con i suoi circa 5 mila addetti sul nostro territorio, anche se il numero potrebbe essersi assottigliato proprio per le difficoltà in cui si trova. Il contratto è scaduto a dicembre e il rinnovo è scandito dall’incertezza.

Il contratto gas-acqua

È ben diversa la situazione nel caso del contratto gas-acqua, che «riguarda realtà come Uniacque, che conta circa 400 dipendenti, Blue Meta e A2A», precisa Matteo Trabucco della Filctem-Cgil. Le richieste contenute nella piattaforma sindacale sono diverse, a partire da quella economica: «Un aumento nel triennio di 185 euro lordi al mese sui valori medi (per intenderci un quinto livello, ndr)», dice Trabucco. Tra città e provincia, i lavoratori a cui è applicato questo Ccnl sono circa 2 mila. Tra i temi cari ai sindacati, c’è quello di «creare organismi paritetici specifici sulla transizione ecologica». La collega della Femca-Cisl, Maria Ferrante, puntualizza: «Importante è l’articolazione dell’orario di lavoro, che deve rappresentare uno strumento di successo per la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro». E ancora: «Va definita la reperibilità, negli aspetti economici e di anzianità di servizio». Tema caldo, poi, è quello degli appalti, per cui «è importante definire meglio la corretta applicazione delle norme e dei criteri condivisi», sottolinea Ferrante.

Non è ancora scaduto, ma la fatidica data si avvicina: 30 giugno 2022. È il contratto dell’industria chimica: 9 mila i lavoratori interessati

Industria chimica

Non è ancora scaduto, ma la fatidica data si avvicina: 30 giugno 2022. È il contratto dell’industria chimica (9 mila i lavoratori interessati) e «in queste settimane sarà preparata la piattaforma unitaria per il suo rinnovo», ricorda Cristian Verdi, segretario generale della Femca-Cisl. Che aggiunge: «Questo Ccnl è sempre stato all’avanguardia e siamo fiduciosi che anche questo rinnovo avvenga in tempi rapidi e con buoni risultati».

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