Più sviluppo e occupazione giovanile
Accordo Confindustria - Sindacati

Stabilità lavorativa occupazionale, flessibilità organizzative e gestionali, professionalizzazione dei lavoratori. Sono queste le linee guida del «Protocollo generale per lo sviluppo del territorio» firmato lunedì 10 marzo da Confindustria Bergamo e dai sindacati.

Più sviluppo e occupazione giovanile Accordo Confindustria - Sindacati
Il momento della firma del Protocollo d’intesa
(Foto di Bedolis Foto)

Stabilità lavorativa occupazionale, flessibilità organizzative e gestionali, professionalizzazione dei lavoratori, identificazione di specifici strumenti operativi. Sono queste le linee guida del «Protocollo generale per lo sviluppo del territorio» firmato lunedì 10 marzo da Confindustria Bergamo e dalle segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil.

L’obiettivo primario del protocollo è quello di fornire un supporto a lavoratori e imprese nell’auspicabile e graduale processo di superamento della crisi economica: con questo punto fermo i diversi attori dell’intesa hanno siglato l’accordo sperimentale che sarà oggetto di rendicontazione e monitoraggio periodico.

«Si tratta di un accordo positivo, cui siamo giunti dopo un confronto su questioni relative alla tutela e alla stabilità occupazionale, all’incremento dell’occupazione giovanile utilizzando rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato in capo direttamente all’azienda e non attraverso forme di rapporto precarie» ha spiegato poco fa Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil.

«L’accordo affronta anche i temi della professionalizzazione dei lavoratori e il welfare. Nello specifico l’intesa prevede interventi a supporto della nuova occupazione giovanile per un incremento occupazionale e con la prospettiva di stabilizzazione dei rapporti di lavoro che mediano tra la necessaria tutela dei lavoratori e le esigenze datoriali di flessibilità delle prestazioni. Il ruolo delle Rsu e delle categorie è fondamentale per la realizzazione di intese che vadano nella direzione di incrementare l’occupazione stabile - ha continuato Bresciani -. Abbiamo previsto, poi, l’attivazione di un’iniziativa di welfare territoriale finalizzata ad attenuare le situazioni di particolare disagio derivanti da prolungate situazioni di disoccupazione, ma anche la programmazione di interventi di formazione continua, adeguati alle specifiche esigenze delle imprese e dei lavoratori coinvolti dal ricorso ad ammortizzatori sociali. Infine, nell’accordo è contenuto un invito alle imprese a promuovere la diffusione di clausole contrattuali di garanzia per prevenire eventuali irregolarità retributive e contributive in procedure di appalto che dovessero coinvolgere appaltatori e subappaltatori inadeguati».

Il Protocollo, quindi, sintetizza le intese raggiunte e si compone di 5 capitoli, che - rinviando per gli aspetti di dettaglio agli approfondimenti intercorsi ed a schede tecniche - delineano 5 linee di intervento, rese tutte operative nel trimestre marzo-giugno 2014. In particolare le iniziative riguardano:

- la programmazione di interventi a supporto della nuova occupazione giovanile in incremento occupazionale e con prospettiva di stabilizzazione dei rapporti di lavoro, che consentano di mediare la necessaria tutela dei lavoratori e le esigenze datoriali di flessibilità nei tempi e nei modi di esecuzione delle prestazioni. Le soluzioni verranno declinate nelle singole unità produttive con specifiche modalità e nell’immediato comporteranno una proposta di Confindustria Bergamo concernente i rapporti di lavoro a tempo determinato;

- la richiesta di orientare il Piano d’azione provinciale per le politiche attive anche alla valorizzazione del reinserimento al lavoro di personale a fine ciclo lavorativo che, per esperienza o competenza, sia in grado di trasmettere professionalità al personale di nuova assunzione;

- l’attivazione di una iniziativa di welfare territoriale, realizzata con il supporto dei Centri per l’Impiego della Provincia di Bergamo e finalizzata ad attenuare le situazioni di particolare disagio derivanti da prolungate applicazioni delle integrazioni salariali;

- la programmazione di interventi di formazione continua adeguati alle specifiche esigenze delle imprese e dei lavoratori coinvolti dal ricorso ad ammortizzatori sociali, interessando i principali centri formativi attivi nel territorio che siano disponibili ad implementare in tal senso la propria offerta di servizi;

- la sensibilizzazione delle imprese sui rischi correlati al ricorso a procedure di appalto che dovessero coinvolgere appaltatori/subappaltatori inadeguati, promuovendo la diffusione di specifiche clausole contrattuali di garanzia, per prevenire eventuali irregolarità retributive e contributive ed evitare sia carenze di tutela per i lavoratori sia responsabilità a carico delle imprese committenti.

Tutti gli interventi saranno oggetto di rendicontazione e monitoraggio periodico, per consentire eventuali adattamenti e comunque verificare il conseguimento di concreti risultati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA