Venerdì 23 Aprile 2010

L'appello del presidente Ruggeri
«Tutti a San Siro, crediamoci»

Nell'aria, stasera, si respira fiducia. L'Atalanta ci crede. La piccola Atalanta può fare quello che non è riuscito al Barcellona: fermare l'Inter, e magari batterla, in casa sua. A volte la realtà è anche più bella dei sogni, e il tono di voce del presidente dell'Atalanta, dall'altra parte del telefono, è di quelli carichi. Alessandro Ruggeri ci crede, ci spera. Servono punti a San Siro, domani, per aumentare le possibilità di salvezza, per giocarsi tutto nelle ultime tre giornate. E adesso che l'incubo della trasferta vietata è scongiurato, adesso che le ricevitorie sono prese d'assalto, lui lancia l'appello. Venite tutti, spingete l'Atalanta verso l'impresa.

Presidente, lo dicono tutti: ci crediamo. Lei che dice?
«Che ci dobbiamo credere, con forza».

Per una volta, in uno stadio diverso da quello di Bergamo si sentirà anche gridare «Forza Atalanta». Meno male che questa faccenda si è risolta.
«Sono contento di questa decisione del Viminale, veramente contento. È una decisione che permette a tutti di assistere a questa partita. Non lo dico solo per chi viene sempre allo stadio, ma proprio per tutti. Milano è qui, sono quaranta chilometri, è una gita. Vorrei vedere a San Siro tante famiglie, anche i nonni. Venite a vedere l'Atalanta che se la gioca con l'Inter».

In casa quattro vittorie di fila, anche grazie a un pubblico che non ha perso la fiducia, parlano chiaro.
«Noi ci crediamo, spero davvero che vengano in tanti. Vista la situazione di classifica è fondamentale l'appoggio della nostra gente. A questo proposito voglio ringraziare il prefetto di Milano: nei giorni scorsi ci siamo sentiti ripetutamente, ha dimostrato di capire la situazione e dandomi la bella notizia mi ha fatto un bel regalo».

Quanto ha inciso il fatto che la politica bergamasca si sia mossa all'unisono in favore dell'Atalanta? Questa è, in qualche modo, una novità...
«Sicuramente è stato utile anche il fatto che la politica si sia attivata in questo senso. L'unità di intenti, a prescindere dallo schieramento politico, può aver avuto un peso. Ringrazio tutti».

Adesso, però, deve filare tutto liscio... Inter-Atalanta viene aperta a tutti, ma dal celebre motorino in poi è stata la partita vietata per antonomasia...
«Certamente è una bella apertura delle istituzioni nei confronti della tifoseria atalantina, non ho dubbi sul fatto che sentano questa responsabilità, e che tutto andrà per il meglio, senza problemi. Squadra e tifosi da questo punto sono sullo stesso piano: hanno un impegno, e ne sentono forte la responsabilità».

Tutto giusto ma... ha visto l'Inter con il Barcellona?
«L'ho visto, e non posso negare che l'Inter fa paura. È una squadra forte, anche se il Barcellona forse non ha giocato una grande partita...».

Allora è semplice: basta giocare meglio del Barcellona...
«Lo spero, ma non abbiamo alternative: se vogliamo centrare il risultato che tutti ci auguriamo, dobbiamo fare meglio del Barcellona».

L'Inter potrebbe essere appagata?
«Non ci credo tanto. E poi con l'Inter non puoi mai stare tranquillo, neanche se vinci 3-0 e mancano dieci minuti alla fine».

Vabbè, correremmo volentieri il rischio, no?
«Datemi una penna che firmo».

Come diceva uno che di imprese impossibili ne sapeva: siamo realisti, sogniamo l'impossibile.
 Roberto Belingheri

m.sanfilippo

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