Martedì 21 Febbraio 2012

German Denis fa la differenza
ma solo se sta benissimo

Non l'hanno messo per caso sulle figurine Panini, quelle speciali di metà campionato: rivelazione del girone d'andata. Perché, gira e rigira, German Denis nella prima parte del campionato ha fatto il botto, segnando 12 gol in 16 partite. Chiunque gli giochi a fianco, e in qualsiasi modulo, è sempre lui a fare la differenza. I numeri lo confermano.

Se Denis segna l'Atalanta vola, se «el tanque» s'intoppa i nerazzurri frenano. Da settembre alla sosta di Natale la squadra ha conquistato 26 punti in 16 gare: 1,625 punti a partita. È un passo impressionante, porterebbe a 62 punti per fine campionato. Si consideri che il record di Colantuono è di 50 punti.

Ma dopo che per quattro mesi non è mai stato più di due partite senza segnare, Denis è scivolato sulla... sosta di Natale. Gli ha fatto malissimo, pur essendo lui un atleta, del tutto indisponibile alle esagerazioni extracalcistiche. Ma è un dato di fatto che nel 2012 Denis non ha ancora fatto gol. In otto partite ha colpito un palo con il Milan, una traversa con il Genoa, una traversa domenica a Novara. Ha anche servito un assist (a Marilungo con il Genoa) e avviato l'azione che ha portato all'autogol di Rossi a Cesena (1-0 per l'Atalanta). Ma di gol nel 2012 Denis non ne ha ancora segnati.

Le ragioni sono tante, la prima è evidentissima: c'è un problema fisico. German Denis è un fenomeno quando sta bene. Anzi, quando sta benissimo. Se la sua forza fisica cala, non è più devastante. Non è più lui che picchia i difensori, sono i difensori che picchiano lui. Denis non vince più gli affondi a spallate, perde i contrasti, si scontra con un Centurioni qualsiasi (difensore centrale del Novara, 190 cm e 85 kg, ma ha 38 anni e non gioca mai...) e ribatte indietro.

Leggi Pietro Serina su L'Eco in edicola martedì 21 febbraio

a.ceresoli

© riproduzione riservata