Mercoledì 06 Giugno 2012

Atalanta, Marino e il mercato:
Percassi rinforzerà la squadra

Il direttore generale dell'Atalanta, Pierpaolo Marino, ospite martedì sera negli studi di Sportitalia per la trasmissione «Speciale Calciomercato» ha parlato dei piani del club nerazzurro. Ecco l'intervista pubblicata sul sito www.tuttomercatoweb.com, sempre molto informato sul calciomercato.

«Anche l'anno prossimo partiremo con un handicap, ma speriamo di toglierci al più presto da questa situazione che ci ha visti coinvolti indirettamente. L'anno prossimo, invece di 40 punti dovremo farne 42 per centrare la salvezza, per poi puntare a qualcosa di più bello».

«Partiamo con un grande allenatore come Colantuono che coniuga l'agonismo con lo spettacolo, e in molte partite ci siamo divertiti. Poi il pubblico è straordinario, i tifosi ci spingono e la Dea te la fanno sentire proprio dentro».

«A Bergamo ho ritrovato il calcio antico, quello di una volta, di un amore vero verso la propria squadra. Sono felice a Bergamo, per il rapporto bellissimo con la tifoseria ma anche per il rapporto col presidente che mi fa sentire parte integrante di questo progetto».

«Stadio? Non è brutto, è un'arena. Il presidente però vuole lasciare qualcosa di importante a Bergamo e credo che lo stadio possa essere un suo impegno. Gabbiadini andrà via? Stiamo parlando con il suo agente per capire la soluzione migliore. Vorremmo tenerlo, ne ho visti pochi alla sua età con quel talento, ma il nostro progetto deve corrispondere con il suo. Non c'è una sola squadra italiana, grande o medio-grande, che non ci abbia chiesto il giocatore che piace anche all'estero».

«Schelotto? Ci sono tre grandi squadre italiane, ma non ci siamo seduti a parlarne. Il nostro presidente vuole tenere tutti e rinforzare la squadra, ma è chiaro che se arriva una grande squadre e il giocatore ci spinge a trattare dobbiamo tenerne conto. Marrone? Piace, lo avevamo chiesto nell'operazione Padoin a gennaio ma ora è un giocatore della Juventus. Peluso? Vogliamo tenerlo».

«Lavezzi? Credo sia la maggiore plusvalenza di tutta la storia del Napoli. Quasi 60 miliardi delle vecchie lire, di gran lunga superiore a Fonseca o Maradona. Non esiste più il calcio antico delle bandiere, nel momento in cui arrivano club con 4-5 milioni per l'ingaggio si può fare poco. Perché altrimenti devi adeguare tutti i big a quella cifra di ingaggio».

«Denis? All'inizio era scettico quando lo chiamai, poi arrivato all'Atalanta ha capito cos'è la Dea e credo si legherà a questa maglia fino alla chiusura della carriera».

m.sanfilippo

© riproduzione riservata