Bonaventura allontana le sirene:
«Io lontano da Bergamo? No»

Si apre l'anno nuovo con quello che potrebbe essere l'uomo in più per la stagione dell'Atalanta, dopo essere stato la rivelazione nei primi sei mesi di questo campionato. Giacomo Bonaventura è consapevole dell'importanza del periodo che lo attende.

Bonaventura allontana le sirene: «Io lontano da Bergamo? No»

Si apre l'anno nuovo con quello che potrebbe essere l'uomo in più per la stagione dell'Atalanta, dopo essere stato la rivelazione nei primi sei mesi di questo campionato. Giacomo Bonaventura è consapevole dell'importanza di questo periodo per la continuazione della sua carriera ed è cosciente dei miglioramenti fatti fin qui.

«Si è chiuso un anno positivo, ho fatto delle buone cose, ma sono convinto che posso ripetermi facendo anche meglio - ha affermato il giocatore marchigiano -. Devo essere più costante, perché vorrei fare bene tutte le domeniche ed essere meno altalenate. Credo di essere maturato rispetto all'anno scorso, ho imparato tanto e sono più tranquillo. Prima me la prendevo quando sbagliavo, adesso invece vivo tutto con più tranquillità. Non mi spaventa avere più responsabilità e sono contento di averla».

Dalle sue prime esperienze in maglia atalantina al primo gol in serie A. Lì si chiuse il primo capitolo del Signor Bonaventura e si aprì il 2°, quello più bello, che lo ha fatto diventare sicuro di sé, leader, e meno sotto l'occhio del ciclone di mister Colantuono.

«Ormai ho la corazza e il mister lo fa per stimolarmi. Ha un po' allentato la presa perché ha capito che sono maturato e le cose che mi insegna ormai mi sono entrate in testa. Tra i gol più belli in nerazzurro ci piazzo quello della vittoria al 95' a Torino in B, il primo in A contro il Napoli e quello contro l'Inter, una rete che rispecchia le mie caratteristiche. I primi sei mesi dell'anno scorso mi sono serviti per ambientarmi, il gol con il Napoli mi ha fatto sbloccare: ho capito che ero da serie A».

La conseguenza di questa strepitosa crescita sono le sirene di mercato che potrebbero iniziare a farsi sentire con maggior forza dalla prossima estate. «Peluso mi ha detto che tra un po' qui saluteranno anche me, ma non credo. Sto bene e penso solo a fare bene a Bergamo, città che mi ha dato tanto. Non è ancora arrivato il momento di sognare una grande squadra. Mi sento di dare ancora tanto all'Atalanta. La maglia azzurra passa da qui, non penso a niente che al bene della mia squadra: tutto il resto potrebbe essere una distrazione».

La ripresa per la squadra atalantina è vicina e Bellini e compagni saranno in campo domenica 6 gennaio in trasferta contro il Chievo. «Ci aspetta una battaglia, perché quella veronese è una squadra in grado di mettere in difficoltà chiunque. Dovremo essere pronti a fare la guerra. Il campo non sarà bello e il Chievo ti fa giocare male: siamo pronti, abbiamo lavorato bene e lo spirito è quello giusto».

Simone Masper

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