Mercoledì 20 Febbraio 2013

Atalanta, Percassi a tutto campo
«Firmo per 5 punti in 3 partite»

«Ho trovato il gruppo consapevole degli errori recenti e ho chiesto che non ci sia mai più una prestazione come quella di domenica. Questo è un campionato difficilissimo, nessuno si deve sentire salvo». E ancora: «Cinque punti tra Roma, Siena e Pescara? Firmo subito. Saremmo a 32 punti con altre 10 partite da giocare. Vicini alla salvezza».

Sul mercato di gennaio: «Abbiamo migliorato la squadra, altro che plusvalenze. Nel calcio di oggi conta la disponibilità di cassa, e per onorare gli impegni presi lei sa bene che con la prossima assemblea degli azionisti dovremo intervenire di nuovo. Per garantire liquidità».

Questo e molto altro ci ha detto ieri il presidente dell'Atalanta, Antonio Percassi, dopo l'incontro con la squadra, a Zingonia. Partendo dalla pessima prestazione di Torino.

Presidente, che disastro a Torino...
«L'ho detto ai ragazzi: mai più una partita come domenica».

Oh, meno male. E confidiamo che adesso vada davvero così.
«Guardi, io le assicuro che ho trovato un gruppo che si è reso conto degli errori recenti. Abbiamo avuto un confronto sereno, sono soddisfatto della consapevolezza dimostrata dalla squadra. Questi sono bravi ragazzi. Reagiranno».

Però non è la prima volta che succede, quest'anno...
«Sì, è assodato che la squadra quando non è sotto tensione si rilassa. Ma questo è un limite di tutti, grandi comprese. Penso alla Juve di Roma, dopo Glasgow, o alla Lazio che dopo l'Europa League perde a Siena. Ma se non stai sempre sul pezzo, oggi nel calcio puoi perdere con tutti».

Lei è sicuro che non succederà più?
«Ho chiesto alla squadra di prendere coscienza della situazione. So che lo farà, perché nei momenti difficili non è mai venuta meno. Questo campionato è difficilissimo, i numeri sono pazzeschi: il Siena ha fatto 27 punti sul campo...».

Certo, le mancano le tre che retrocederanno.
«Io credo che la salvezza sia ancora a 40 punti, mi auguro che la squadra ci arrivi per una mia sicurezza...».

Ma chi retrocede? Il Palermo?
«Domenica Palermo-Genoa ci dirà molte cose. Ma se il Palermo vince e poi azzecca un'altra partita, state sicuri che rientra alla grande. No, è sbagliato correre sulle avversarie. Noi arriviamo a 40 punti, lì di sicuro tre le avremo dietro...».

Proviamo il giochino: 5 punti tra Roma, Siena e Pescara.
«Ah, io firmo subito. Vorrebbe dire non perdere mai, e arrivare a 32 punti con altre 10 partite da giocare. Non ci credo che non facciamo otto punti...».

Lei pensava di scivolare di nuovo in questa situazione?
«Noi abbiamo fatto 29 punti, non mi posso lamentare della squadra. Ma io vi dico da fine agosto che questo sarà un campionato difficilissimo sino alla fine, nel quale va benissimo arrivare quartultimi. Non ho cambiato idea, i fatti mi danno ragione. Basterà non sbagliare più l'atteggiamento».

Di recente è successo spesso. È d'accordo?
«Diciamo che alcune partite non sono state affrontate con lo spirito giusto. E questo è fatale, per una squadra con le nostre caratteristiche. Siamo l'Atalanta, non lo dobbiamo mai scordare».

Lo spogliatoio l'ha capito?
«Gliel'ho ribadito, ho avuto la sensazione di una squadra consapevole della brutta prestazione di Torino. E con lo spirito che serve per riscattarsi subito».

La Roma?
«Grande qualità, entusiasmo a mille. Ma se giocheremo da Atalanta...».

Permetta una domanda di mercato...
«...so già che non saremo d'accordo...».

Le ricordo che il nostro giudizio è stato positivo. Però c'è una sensazione generale, e diffusa, che a gennaio la squadra abbia perso in qualità a vantaggio delle plusvalenze...
«L'avevo detto: non siamo d'accordo. Io dico che a gennaio ci siamo rinforzati. In tutti i reparti».

Bum! In difesa lei pensa di essersi rinforzato?
«Io dico che a fine campionato avremo diminuito il numero di gol subiti. Ed è questo il metro di giudizio da usare. Noi prendiamo troppi gol».

E ne segniamo troppo pochi, a dire la verità...
«Anche in attacco ci siamo rinforzati, e in modo significativo. Penso al Livaja che ho visto domenica a Torino. Questo ragazzo è già un pezzo del nostro futuro, è evidente mi pare. Corre, lotta, combatte, non ha paura. E aiuta Denis».

Lei li farebbe giocare insieme?
«Io sono molto soddisfatto di averlo preso, e credo che sarà decisivo per il nostro futuro, anche vicino. Poi però adesso è il mister che deve decidere. Io sono molto soddisfatto perché gli abbiamo messo a disposizione tante possibili soluzioni. Questo è un vantaggio indubbio, poi è lui a decidere...».

Domanda stupida: Colantuono non si discute.
«Colantuono è intoccabile a oltranza. Oggi, domani, dopodomani, fino al 2015, a fine contratto».

Comunque lei a gennaio ha fatto le sue buone plusvalenze.
«Ah, ci siamo. Ma lei pensa che l'Atalanta possa vivere senza plusvalenze. È la storia che lo dice: si valorizzano giovani da cedere ai grandi club. Normale, e sarà sempre così. Le dirò di più: io mi auguro che l'Atalanta raggiunga in fretta il suo giusto equilibrio economico e finanziario...».

Si riferisce ai problemi di liquidità?
«Oggi nella gestione delle società di calcio è decisivo avere disponibilità di cassa, non fare plusvalenze. Perché gli impegni presi vanno onorati, giorno dopo giorno. E lei sa benissimo che per mantenere gli impegni presi dall'Atalanta, come azionisti di maggioranza noi a breve dovremo di nuovo intervenire...».

Come no: aumento di capitale o prestito obbligazionario.
«Questo lo deciderà la prossima assemblea degli azionisti, quando vedremo come si sarà chiuso il bilancio. Ma di certo dovremo intervenire...».

E il futuro?
«Il vivaio sta crescendo, una volta raggiunta la salvezza potremo pensare a investimenti per il futuro. Alcuni sono già programmati».

La Primavera è uscita male dal Viareggio...
«Ho parlato con Favini, abbiamo sottovalutato il Siena e quando nel calcio hai la testa sbagliata perdi... L'abbiamo appena detto... Però Bonacina sta lavorando bene, in campionato siamo i più forti, i ragazzi crescono. Io sono contento di come stiamo recuperando terreno con le giovanili, pur in una situazione difficilissima. E poi sono contento dei ragazzi che sono fuori, giocano tutti, sono il futuro».

Minotti, Almici, Kone, Baselli, eccetera...
«In B e in C ci sono atalantini che crescono. Questo è fondamentale. Con loro e con qualche investimento mirato, non solo in Italia, costruiremo un'Atalanta competitiva per restare in A e, mi auguro, fare plusvalenze...».

Gli investimenti di Zingonia?
«Per sette milioni li abbiamo conclusi, e appena saremo definitivamente tranquilli in classifica li presenteremo ufficialmente. Ma ce ne sono già in programma per altri tre milioni per le nuove strutture del settore giovanile. Perché anche i ragazzi devono poter lavorare in condizioni ideali».

Presidente, per il Pescara state pensando a qualche proposta significativa?
«Lei lo sa che sfonda una porta aperta: faremo il possibile per portare i tifosi allo stadio. Perché sarà una partita fondamentale per la nostra stagione. Ma io per la verità già penso alla Roma. E mi auguro che in campo, ad affrontarla, ci sia l'Atalanta che dico io. Allora sì che ci divertiremo».

Pietro Serina

m.sanfilippo

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