Arriva l’«Orobie Skyraid», 56 km da sogno per 650 runner -  Foto, video e tracciato

Arriva l’«Orobie Skyraid», 56 km da sogno per 650 runner - Foto, video e tracciato

Corsa in montagna, sabato 24 luglio da Ardesio a Valbondione toccando i rifugi di Alpe Corte, Gemelli, Calvi, Brunone e Coca. In gara Collé e Turini. Lo spettacolo è garantito: ecco il tracciato e gli orari di passaggio degli atleti, tappa per tappa, per seguire la gara.

«Nessun limite eccetto il cielo» scriveva Miguel de Cervantes in Don Chisciotte. E sabato sulle nostre Orobie, lo skyrunner Mario Poletti con il suo staff di Fly-Up Sport scriverà un nuovo capitolo di questo limite che verrà superato a fil di cielo. Non sono i sentieri che si inerpicano tra un rifugio e l’altro a impressionare, ma i dati della gara «Orobie Skyraid» che Poletti ha organizzato e presentato al Rifugio Coca sopra Valbondione: 56 chilometri che i migliori atleti percorreranno in circa sei ore con un dislivello totale di 3.800 metri. Un «salto nel vuoto» in salita e in discesa riempito da un connubio speciale di resistenza ed equilibrio. All’alba di sabato 24 luglio si presenteranno 650 atleti che al termine della competizione - per comprendere lo sforzo - avranno perso tra le 4.000 e le 5.000 calorie. Ai runner più performanti basteranno gli integratori, per gli altri ci saranno passaggi dove ci si potrà ricaricare con pastasciutta da mangiare in 30-40 secondi.

Il video del tracciato

I numeri uno
Una gara spettacolare nell’anfiteatro delle Orobie che ha richiamato i «numeri uno»: ci saranno infatti i due valdostani del Team Hoka One One/Karpos, Franco Collé e Giuditta Turini, rispettivamente il due volte vincitore de Tor de Géants (il trail di 330 km più duro al mondo) e la due volte campionessa italiana di Trail. Ma avranno avversari altrettanto forti come il lecchese Danilo Brambilla, il veneto Mattia Tanara, il trentino Christian Modena e i bergamaschi Luca Carrara, Riccardo Faverio e Marco Zanchi. Un gruppo di skyrunning di altissimo livello che daranno spettacolo in questa «ultra» disegnata sui sentieri fra Val Seriana e Val Brembana, con partenza da Ardesio e arrivo a Valbondione passando da Valcanale.

Franco Collè

Franco Collè

Fil rouge tra i rifugi
Il tracciato unirà in un unico «fil rouge» i rifugi Alpe Corte, Laghi Gemelli, Calvi, Brunone, Coca e le baite di Maslana. Una platea immersa nel verde e al fresco per il posizionamento del pubblico che potrà assistere al passaggio degli atleti. Gli organizzatori si aspettano circa mille spettatori a rifugio. Gli skyrunner partiranno da Ardesio alle 6. Il primo tratto di 19 chilometri è impegnativo ma non impossibile, è «di gambe» come dicono gli addetti ai lavori: raggiunto il rifugio Alpe Corte, i corridori prenderanno la via del Passo Laghi Gemelli per poi scendere al Rifugio. Qui è previsto il primo cancelletto orario: chi non arriverà entro le 10 non potrà proseguire per il secondo tratto di gara.

Giuditta Turini

Giuditta Turini

I passaggi critici
Gli atleti al top, superata la frazione «facile», si addentreranno nel cuore più ruvido delle nostre montagne, quello sospeso tra Val Brembana e Val Seriana. Dai Gemelli si passa dalla Diga Sardegnana e via di corsa verso il Rifugio Calvi, un tratto ancora «amico». Ma da lì in avanti, alle gambe bisognerà aggiungere «la testa»: gli atleti dovranno fare i conti con la risalita verso il Passo di Valsecca alle sorgenti del Brembo per raggiungere il Rifugio Brunone. Un passaggio che per i comuni mortali è indicato su tutte le cartine come sentiero EE, cioè per escursionisti esperti. Infatti tra il Calvi e il Passo di Valsecca (2.496 metri) c’è un dislivello di 500 metri che sale dritto e poi giù a picco di corsa fino alla Valle del Salto (1.900 metri). Da qui in avanti si risale per attraversare tutta la costa che porta al Rifugio Brunone dove, al 44° chilometro di gara, è posto il secondo cancello orario: chi non raggiunge questo obiettivo entro le 15,30 dovrà scendere a piedi a Fiumenero. L’ultimo tratto dal Brunone al Coca è particolarmente delicato, ma è la discesa verso Maslana il tratto più ripido.

Il video con le parole di Mario Poletti e Paolo Franco (Regione Lombardia)

Sicurezza garantita
Tutto affrontabile per i campioni che troveranno senz’altro divertente il percorso. Ma dopo tanti chilometri la stanchezza potrebbe tirare qualche scherzo. E su questo aspetto gli organizzatori hanno garantito un sistema di sicurezza, di assistenza e di soccorso di altissimo livello: 100 volontari sul percorso e una trentina di persone tra medici e infermieri coordinati dall’alpinista Marco Astori del Soccorso alpino: «Al Passo di Valsecca abbiamo posizionato una stazione-container con ponte radio e tutto il necessario per intervenire nei soccorsi. Inoltre il medico rianimatore sarà in servizio sull’elicottero». Un «piano militare» di sicurezza perché tutto vada per il meglio e l’Orobie Skyraid rimanga uno spettacolo da replicare i prossimi anni.

Il passaggio degli atleti: gli orari
Per i tifosi che seguiranno la gara lungo il Sentiero delle Orobie, ecco alcune indicazioni sull’orario indicativo di passaggio degli atleti: Partenza Ardesio ore 6.00; Valcanale ore 6.50/7.30; Rif. Alpecorte ore 7.20/8.30; Rif. Laghi Gemelli ore 8.10/10.00; Rif. Calvi ore 9.20/12.30; Passo Valsecca 10.05/14.00; Rif. Brunone ore 10.55/15.30; Rif. Coca ore 12.15/18.30; Arrivo Valbondione ore 12.40/20.00.

Mario Poletti e Marco Astori del Soccorso alpino durante la conferenza stampa di presentazione

Mario Poletti e Marco Astori del Soccorso alpino durante la conferenza stampa di presentazione

Mario Poletti, da recordman del 2005 a manager dell’«ultra»
L’Orobie Skyraid non si comprende fino in fondo se non si conosce la storia di Mario Poletti, famoso atleta di Clusone e oggi team manager dell’azienda Scott Italia, ad Albino. In particolare c’è una data fondamentale nella sua carriera di skyrunner che rappresenta il passaggio dall’atleta all’organizzatore: 7 agosto 2005. In quell’estate Poletti fu l’eroe delle Orobie perché conquistò il record di percorrenza di tutto il noto sentiero dell’arco alpino bergamasco (84 km con oltre 5.000 metri di dislivello) in 8 ore, 52 minuti e 31 secondi. Un primato, da Valcanale al Passo della Presolana, che resta a tutt’oggi imbattuto. È lì, in quella gara considerata pazzesca, che Mario Poletti ha spianato la strada alla disciplina del trail running offrendole una ribalta pubblica enorme e trasformando il sentiero delle Orobie in un campo d’allenamento per la corsa in montagna. La competizione venne riorganizzata negli anni successivi fino al 2010. Poi il lungo stop perché - come dice Poletti - il mondo del running non era ancora pronto a comprendere a pieno la tipologia di gara.

Poletti in versione atleta con il record del 2005

Poletti in versione atleta con il record del 2005

Poletti lo si può definire l’inventore dello skyrunning e atleta innamorato della sua terra, delle sue montagne. È qui la sorgente dell’Orobie Skyraid che ritorna dopo tanti anni. «È da sempre un mio sogno nel cassetto, il sogno numero 1 dopo lo stop del 2010. Chiuso il capitolo atletico, sognavo di aprire quello di organizzatore di Skyraid e questo è l’inizio. Sono lieto del supporto che enti e sponsor ci hanno dato per poterlo riproporre», ha detto ieri Mario Poletti alla presentazione della gara nella location del rifugio Coca (dedicato a Mario Merelli) per iniziare a far pregustare il sapore della gara. «Nel 2005 migliaia di persone salirono qui per ammirare la nostra gara e il mio record. Sabato mi aspetto un nuovo successo anche di pubblico, fino a un migliaio di spettatori a rifugio». Perché la Skyraid non è solo una gara ma è una grande opportunità turistica e quindi di rilancio delle nostre valli. Una sottolineatura portata anche dal consigliere regionale di Fdi, Paolo Franco, politico-atleta della Val Seriana che sarà in gara sabato: «Questa manifestazione ha un valore turistico enorme. Inoltre gli organizzatori stanno sistemando i sentieri da tre mesi, un lavoro che resterà a beneficio di tutti gli escursionisti e dei rifugi. Senza scordare che qui gli atleti si allenano sin dall’alba, quindi diventano delle sentinelle di prevenzione rispetto ai malintenzionati per incendi boschivi o sabotaggi di acquedotti. La montagna è vita e ringrazio Poletti che con questa gara offre un contributo fondamentale alla salvaguardia dell’ambiente e alla promozione turistica». Poletti, con la Fly up, ha messo in campo una squadra di 100 volontari a presidio del tracciato: «Agli appassionati che arriveranno per assistere alla gara chiedo di rispettare le distanze di sicurezza e gli accorgimenti minimi richiesti in questo periodo». Una raccomandazione che il popolo della montagna, da sempre molto educato al rispetto dell’ambiente e di chi lo vive, farà sua.

Tutte le info su orobieskyraid.it/


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