Martedì 04 Febbraio 2014

Porcaro, il cameraman ferito domenica

Dieci euro l’ora e uno sospetta frattura

Calcio - A destra: Ciro Porcaro, il cameramen ferito da un petardo lanciato dalla curva dei tifosi dell'Atalanta nella partita del campionato di serie A allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, il 02 febbraio 2014. ANSA/PAOLO MAGNI
(Foto by Magni Paolo Foto)

Li chiamano «bomboni». Cipollotti esplosivi che domenica hanno rovinato la giornata di Ciro Porcaro, operatore tv napoletano giunto a Bergamo per fare semplicemente il suo lavoro: riprendere la partita da dietro la porta della curva Pisani. Ma nel primo tempo quello scampolo di campo sembravaFuorigrotta a Capodanno: un botto dopo l’altro.

Il dottore: «Ecco i rischi»

Non possono essere letali, questi ordigni. Ma molto pericolosi, sì. Lo assicura Claudio Arici, direttore del Pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni. «Sono un po’ come i botti di Capodanno - dice Arici -: potenzialmente molto dannosi per i sensi di udito e vista, e per le mani di chi li lancia. Possono essere fatali solo nel caso in cui l’esplosione avvenga nelle immediate vicinanze di un cardiopatico. Ma sono casi davvero poco probabili. In ogni caso bisogna fare molta attenzione ed evitare assolutamente che esplodano nelle vicinanze delle persone». Esattamente ciò che, invece, è successo domenica allo stadio, specie quando le bombe sono esplose al di là della recinzione.

La solidarietà di Marino

«Ho parlato con il cameraman contuso - spiega il direttore generale dell’Atalanta, Pierpaolo Marino - e gli ho portato la solidarietà della società. Tra l’altro è un mio estimatore dai tempi di Napoli, mi spiace molto per quello che gli è capitato».

Vita da cameraman

Di certo non è stata una domenica normale per Ciro Porcaro, che è di Napoli ma, da quel che si è saputo, vive nel Milanese ed è un libero professionista assunto «a giornata» per Atalanta-Napoli. Questo accade perché la Lega Calcio affida a una società svizzera, «Infront Sports & Media», la produzione delle partite. Infront, poi, a sua volta affida a services esterni la realizzazione della produzione televisiva.

Queste società, una volta acquisita la produzione, assumono a chiamata il personale necessario. Esistono contratti Enpals che consentono queste assunzioni che durano lo spazio di un giorno. In genere la paga netta di un cameraman si aggira attorno ai 10 euro l’ora, per una giornata lavorativa che dura circa 11 ore. Non proprio una paga da nababbo.

Ieri Ciro Porcaro è tornato a Napoli, e si è fatto visitare in ospedale. Una prima diagnosi parla di 20 giorni e sospetta frattura della terza falange del metatarso della mano destra, colpita da una scheggia del tabellone luminoso andato in frantumi dopo una delle esplosioni. Oggi dovrà fare ulteriori accertamenti.

Indagini sui filmati

Intanto la Digos di Bergamo è al lavoro sui filmati. Perché si sa: all’interno del Comunale è in funzione un sistema di videosorveglianza, dunque l’individuazione dei responsabili del lancio non può che passare dai filmati. Ma non sarà facile: in genere chi compie gesti contrari ai regolamenti provvede a mascherarsi adeguatamente, e inoltre quel che emerge dai primi esami è che la coltre di fumo ha a più riprese nascosto i dettagli delle immagini. E resta fitto su come sia possibile che questi «cipollotti» possano entrare nello stadio, dato lo scrupolo con cui gli steward perquisiscono i tifosi agli ingressi. Due le ipotesi, già vagliate all’epoca degli striscioni non autorizzati: il nascondiglio interno, o una «ressa» organizzata ai tornelli per spingere a più non posso, e rendere di fatto impossibili controlli approfonditi.

Oggi tocca al giudice sportivo

Nel frattempo c’è attesa, oggi, per le decisioni del giudice sportivo. È praticamente certo che l’Atalanta sarà colpita da una multa. Più difficile prevederne l’entità: solitamente l’accensione di fumogeni e l’esplosione di bombe carta può anche essere perdonata, in virtù della collaborazione della società che fa scattare le «attenuanti». Ma in questo caso difficilmente il cassiere della società se la caverà, perché sussiste l’aggravante degli ordigni piovuti in campo, con l’operatore televisivo lievemente ferito e i danni al cartellone pubblicitario. Le bombe carta esplose domenica sono state, complessivamente, otto. Di cui almeno due in campo. Queste due potrebbero essere al centro della sanzione, sulla quale potrebbero essere anche «caricati» i cori «antinapoletani» più volte intonati dalla curva.

Ma la conseguenza peggiore è toccata di sicuro a Ciro Porcaro. Era lì per lavorare dieci ore per una manciata di euro, e si ritrova con una mano dolorante e gonfia come una zampogna. E come a lui poteva succedere ai giovanissimi raccattapalle che stanno dietro la porta. Ci pensassero bene, la prossima volta, certe mani «armate».

Roberto Belingheri

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