Si nascondevano in una ex pizzeria, poi la vendita della droga. A Ciserano smantellata una rete di spaccio
L’operazione a Ciserano (Foto by Cesni)

Si nascondevano in una ex pizzeria, poi la vendita della droga. A Ciserano smantellata una rete di spaccio

Un’indagine che ha permesso di analizzare le operazioni malavitose del gruppo in tre anni. Lo spaccio a Ciserano, ma anche a Pognano, Osio Sotto e Verdello.

Alle prime luci dell’alba di giovedì 1° aprile, una ventina di Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa nei confronti di 6 uomini di nazionalità marocchina, 1 algerino e 1 uomo originario della Mauritania. L’operazione è in relazione alle indagini avviate e svolte dai Carabinieri della Tenenza di Zingonia per contrastare un rilevante fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti presente in prevalenza in Ciserano sulla strada Francesca, nell’area compresa tra l’edificio dell’ex pizzeria Da Enzo ed il parcheggio del supermercato Famila.

Gli otto malviventi sono indagati per più episodi di cessione di sostanze stupefacenti a diversi acquirenti in un arco temporale ricompreso tra il mese di gennaio 2018 e marzo 2021, periodo in cui i malviventi hanno ceduto diverse dosi di cocaina, hashish e, in alcuni casi, anche marijuana in cambio di denaro e, almeno in un’occasione, di oggetti personali come uno smartphone.

I Carabinieri a Ciserano

I Carabinieri a Ciserano
(Foto by Luca Cesni)

Decine gli episodi di spaccio documentati dall’attività di indagine condotta dai militari che hanno fatto luce sulla fitta rete di acquirenti provenienti da tutta la Bergamasca, nei confronti dei quali la modalità di cessione dello stupefacente da parte dei presunti spacciatori aveva oramai assunto una routine divenuta quasi la celebrazione di un rito. Difatti, dopo il contatto telefonico tra le parti, l’acquirente arrivava normalmente a bordo della propria auto al parcheggio del supermercato e, dopo esser stato avvistato dallo spacciatore che attendeva il suo arrivo all’interno dello stabile abbandonato che sorge lì a fianco, quest’ultimo arrivava in strada con la dose già pronta stretta nella mano. Da qui l’avvicinamento: il venditore dal finestrino del veicolo cedeva la droga, ricevendo in cambio le banconote per il pagamento. In alcuni casi la vendita avveniva nei territori di Pognano, Osio Sotto e Verdello.

L’area dello spaccio

L’area dello spaccio
(Foto by Luca Cesni)

Lo sviluppo dell’attività di indagine ha quindi permesso man mano di individuare i singoli spacciatori, alcuni dei quali, senza fissa dimora e irregolari sul territorio nazionale che dormivano permanentemente dentro la struttura abbandonata di Ciserano dell’ex pizzeria Da Enzo. Contestualmente al riconoscimento dei malviventi, sono stati identificati i numerosi acquirenti, tutti sanzionati e segnalati alle rispettive Prefetture quali consumatori di sostanze stupefacenti.

Sono stati quindi eseguite due misure di carcerazione disposte a carico di un 23enne e di un 47enne: quest’ultimo era stato scarcerato proprio il 31 marzo dal carcere di Bergamo, dove era detenuto per un’altra causa. I due sono entrambi di nazionalità marocchina, pluripregiudicati e recidivi per il medesimo reato di spaccio. Inoltre sono in fase di notifica 6 provvedimenti di divieto di dimora nella città di Bergamo e Provincia ai rimanenti destinatari degli arresti, tutti con precedenti per spaccio e originari dei Paesi del Maghreb e dell’Africa subsahariana.

Nel corso delle perquisizioni nell’edificio dell’ex pizzeria Da Enzo e in un altro casolare di Arcene, grazie al fiuto del cane antidroga Grinter del Nucleo Carabinieri Cinofili di Orio al Serio, sono stati rinvenuti e sequestrati mezzo kg di hashish e 20 grammi di cocaina.

Durante le fasi della notifica del divieto di dimora nel capoluogo e nella provincia di Bergamo ad uno degli indagati, ha reagito tentando di colpire con oggetti contundenti i militari intervenuti: l’uomo è stato arrestato anche con l’accusa di resistenza assieme ad altri due malviventi individuati e trasferiti nel carcere di via Gleno a Bergamo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA