Gli omicidi di Maria, Gianna e Daniela Bergamo, tutti i delitti del 2016 – Timeline
La Scientifica al lavoro sul luogo dell’omicidio di Colognola (Foto by Yuri Colleoni)

Gli omicidi di Maria, Gianna e Daniela
Bergamo, tutti i delitti del 2016 – Timeline

Daniela, Gianna, Maria e Zhijun sono i nomi delle persone uccise in provincia di Bergamo nel 2016. Tre donne e un ragazzo di 23 anni. Quattro vittime di una violenza estrema, che porta a togliere la vita a una persona.

L’ultimo omicidio in Bergamasca è avvenuto martedì 20 dicembre. Daniela Roveri, 48 anni, contabile alla «Icra» di San Paolo d’Argon, è stata uccisa nell’androne della sua palazzina, in via Keplero 11, con una profonda coltellata alla gola. L’autopsia, fissata giovedì 22 dicembre, proverà a fare chiarezza sulle modalità dell’assassinio. Gli inquirenti hanno messo sotto torchio per ore un uomo con cui Daniela Roveri aveva una relazione. Gli investigatori sono risaliti a lui attraverso i tabulati dei cellulari della contabile. La borsetta con i telefonini, il portafogli e i suoi oggetti personali, infatti, è sparita, mentre l’assassino ha lasciato accanto al corpo il borsone della palestra e la cartella con i documenti dell’ufficio. Interrogato a lungo, l’uomo ha risposto alle domande ed è stato rimandato a casa: non sono stati emessi provvedimenti nei suoi confronti.

In questa timeline interattiva potete ripercorrere la cronaca dei delitti del 2016 in provincia di Bergamo.

L’OMICIDIO DI ALBANO - Incaprettato, mani e piedi legati insieme dietro la schiena la bocca coperta con il nastro adesivo e due fori sulla schiena e sul petto, all’altezza del cuore. Quando gli inquirenti si sono trovati davanti il cadavere di Zhijun Hu, cinese di 23 anni titolare della sala slot «Las Vegas» di Albano, hanno subito pensato all’opera della criminalità organizzata. La mafia cinese, probabilmente, ma non è da escludere quella dell’Est Europa o quella più «nostrana». Il ragazzo era incaprettato, con mani e piedi legati insieme dietro la schiena, la bocca coperta con il nastro adesivo e due fori sulla schiena e sul petto, all’altezza del cuore. Chi l’ha ucciso era alle sue spalle: gli ha sparato due colpi di pistola di grosso calibro – 9 o 45 – da distanza ravvicinata, una decina di centimetri circa, che lo hanno passato da parte a parte uscendo dal petto all’altezza del cuore.

IL DELITTO DI TORRE DE’ BUSI - Una donna di 87 anni, Maria Adeodata Losa, è stata trovata morta in casa sua a Torre de’ Busi. A trovarla riversa a terra in una pozza di sangue è stata una nipote che, dopo averla cercata telefonicamente senza successo, aveva deciso di fare un controllo. Nell’abitazione assieme all’anziana morta c’era anche la sorella Leonilda di 96 anni che si trova da tempo allettata, anche se lucida. Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno portato all’individuazione della persona ritenuta responsabile: si tratterebbe di un vicino di casa, una persona che abitualmente frequentava l’abitazione delle sorelle Losa. Un particolare che avrebbe reso più difficoltose le indagini in quanto nessuno in paese avrebbe notato movimenti sospetti.

L’OMICIDIO DI SERIATE - Una donna è stata uccisa con una coltellata al collo nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 agosto. La vittima, Gianna Del Gaudio, 63 anni, viveva in una villetta in via Montecampione, all’interno del complesso conosciuto come la «Nave». A chiamare i carabinieri poco prima dell’una è stato il marito che ha raccontato gli inquirenti di aver visto un ladro incappucciato uscire da casa e di aver trovato la moglie morta in cucina dopo essere rientrato. Proprio il marito, Antonio Tizzani, è l’unico indagato, a piede libero. L’arma è stata trovata a Seriate in una siepe vicino alla casa dove è morta Gianna Del Gaudio. Dentro il sacchetto non c’era solo un cutter (un taglierino) con tracce sospette, ma anche un paio di guanti in lattice.

Durante i loro sopralluoghi nella villetta i carabinieri del Ris di Parma hanno effettuato oltre cinquanta tamponi, vale a dire prelievi di natura scientifica di macchie, tracce, segni, rilevati su materiale di diverso genere: indumenti, mobili, accessori, suppellettili. Lo scorso 13 dicembre Antonio Tizzani, marito è stato convocato al comando dei carabinieri di via Delle Valli a Bergamo, dove i militari del Ris di Parma gli hanno prelevato nuovamente le impronte digitali, palmari e papillari. Si è trattato di una procedura di routine, per consentire ai carabinieri del reparto investigazioni scientifiche di approfondire i confronti con alcune impronte digitali riscontrate all’interno dell’abitazione di piazza Madonna delle Nevi, utili a riscostruire le circostanze del delitto. Non sono ancora noti, infatti, gli esiti degli acceratamenti del Ris nella casa: potrebbero servire ancora alcuni giorni. Per il momento c’è la certezza che sul cutter usato per uccidere l’ex prof di 63 anni, trovato il 6 ottobre in una siepe a 400 metri dall’abitazione della coppia, c’era il Dna di Tizzani, 68 anni, ex capostazione in pensione. Resta ancora però da chiarire se si tratti di sangue, saliva o sudore.


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Isaia Invernizzi Giornalista de L'Eco di Bergamo

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