Terremoto in Turchia e Siria, subito 50 mila euro e una raccolta fondi in aiuto alla popolazione

Solidarietà. Caritas Bergamo in campo per gli interventi immediati di emergenza e per le fasi successive. Il vescovo Beschi: «Evento drammatico, si aggiunge a una situazione già molto grave per la guerra in Siria».

«Desidero a nome di tutta la Diocesi esprimere cordoglio e vicinanza a tutte le popolazioni colpite dal terremoto in maniera così drammatica e distruttiva come le immagini in queste ore ci stanno consegnando»: queste le parole del vescovo monsignor Francesco Beschi a poche ore dal sisma che ha sconvolto le regioni del Sud della Turchia e del Nord della Siria. «Esprimo cordoglio - prosegue - per i tanti morti e vicinanza a coloro che si sono salvati, alle loro famiglie, immaginando che questa prova va ad aggiungersi a una situazione già molto grave per la guerra che da tanti anni ormai sta colpendo la Siria e che ha provocato un forte esodo verso le regioni che ora sono state maggiormente colpite. Persone che già avevano perso la loro casa, si trovano di nuovo in una condizione di grande precarietà, smarrimento e profondo dolore».

«Voglio farmi voce - continua monsignor Beschi - dell’attenzione della comunità diocesana a questo evento così drammatico, nello stesso tempo desidero promuovere la solidarietà di tutti, attraverso il fondo che Caritas ha aperto. Caritas Italiana è già molto presente in quella regione per via della guerra; questo favorirà la possibilità di aiuti più pertinenti e più attenti alle reali condizioni della gente. Attraverso Caritas Bergamo e Caritas Italiana noi possiamo e vogliamo esprimere forme di solidarietà che prenderanno sempre più la loro fisionomia a partire dai bisogni immediati e di quelli che nei prossimi mesi si manifesteranno con l’intento di essere presenti, sapendo che l’onda emotiva, inizialmente sempre molto forte, rischia di spegnersi».

Su queste basi prende il via la sottoscrizione della Caritas. «Partiamo con un piccolo, ma importante segno di vicinanza alle popolazioni colpite, con un contributo iniziale di 50mila euro per una sottoscrizione aperta attraverso Caritas Bergamasca in queste ore – spiega monsignor Vittorio Nozza, vicario episcopale per i Laici e la Pastorale della Diocesi di Bergamo -. Desideriamo sostenere i primi interventi per poi procedere con una seconda fase in un territorio, turco e siriano, già colpito dal conflitto e dalla povertà, un territorio vasto, difficile da raggiungere, dove ora le temperature sono rigide. L’obiettivo è di sostenere in una prima fase gli interventi d’emergenza, per poi poter trovare soluzioni abitative, si spera temporanee, per la popolazione colpita. E se i fondi lo permetteranno vorremo accompagnare anche la terza fase della ricostruzione. La Diocesi di Bergamo ha rilanciato l’impegno della Cei che attraverso Caritas Italiana ha aperto un fondo con 500mila euro».

A poche ore dal sisma, l’impegno diventa nelle intenzioni quello di prossimità e vicinanza alla popolazione che non potrà essere di breve durata. Come sottolineato dal vescovo Beschi il rischio è che su questa tragedia, come su tante altre che l’hanno preceduta, fra qualche giorno si spengano i riflettori, mentre la sofferenza e il dolore delle persone che hanno perso i propri cari, i propri beni, le proprie abitazioni dureranno nel tempo. La Diocesi con Caritas Bergamo intende essere presente nell’emergenza di questi primi giorni, in quella che seguirà rispetto alla necessità di trovare abitazioni per i sopravvissuti, ma anche nel lungo periodo esprime la volontà di non abbandonare la popolazione ed aiutarla nella ricostruzione.

Per il direttore don Roberto Trussardi, «Caritas diocesana si fa carico dell’idea del nostro Vescovo di sostenere una popolazione così drammaticamente sofferente. È un segno di aiuto che diventa invito ad altre realtà e alla parrocchie per promuovere collette straordinarie da destinare alla nuova emergenza Turchia. È ovvio che in questo momento non ci sarà una nostra presenza diretta in quei luoghi, dove già opera da tempo Caritas Italiana».

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