Lunedì 16 Giugno 2014

Sotto il berceau con la prosa di Fois

Martedì appuntamento al Circolino

Marcello Fois

Grande ritorno quello di Marcello Fois a «Letture Amene sotto il berceau». L’autore, che già nella passata edizione aveva colpito i lettori per la forza della sua scrittura, sarà impegnato in un doppio appuntamento.

Martedì 17 giugno, alle 18 presso il Circolino di Città Alta in via Sant’Agata, lo scrittore sardo sarà protagonista con il suo nuovo libro «L’importanza dei luoghi comuni» (Einaudi), il giorno successivo sarà impegnato con i detenuti della Casa Circondariale di Bergamo con il romanzo «Nel tempo di mezzo». I lettori saranno guidati nell’incontro con lo scrittore dalla curatrice Mimma Forlani. Letture di Diego Bonifaccio.

I luoghi comuni, che contraddistinguono il titolo del nuovo lavoro di Fois, sono il centro del nostro mondo: le frasi e gli spazi condivisi. Perché «dentro queste case che siamo, resta il peso di ciò che abbiamo detto ma anche di ciò che non abbiamo osato dire. Le parole di troppo e quelle mai pronunciate...» Lo sanno bene Alessandra e Marinella, gemelle diversissime, quando si ritrovano, dopo tanti anni, nella casa del padre che le ha abbandonate da piccole. E appena aprono quella porta, appena muovono i primi passi in quelle poche stanze deserte, danno inizio a una guerra di parole in un grandioso crescendo di dolcezza e crudeltà. Un libro pieno d’intelligenza, in cui ogni frase ha un peso e ogni colpo di scena un senso profondo su cui non si smette d’interrogarsi fino alla fine.

«Nel tempo di mezzo» è invece la storia di Vincenzo Chironi – friulano, per molti anni figlio di nessuno – è un uomo che non dovrebbe neppure esistere e torna in una terra che pare esistere da sempre. Lì ricomincia a vivere, diventa se stesso, s’innamora dell’unica donna a lui proibita. Finché il tempo e gli eventi non incrineranno le vite di tutti, senza crudeltà, con precisione. E mentre la storia rotola dal tempo di mezzo a un tempo nuovo, mentre gli amori coniugali nascono e poi muoiono piano, senza far rumore, altre storie sono destinate a non finire, a buttare germogli chissà dove. A gettarsi, spiazzandoci, nel futuro.

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