Alla scoperta dei giocattoli Il libro di una bergamasca

Alla scoperta dei giocattoli
Il libro di una bergamasca

Le nozioni fondamentali da conoscere prima di iniziare a progettare un giocattolo. Una guida stimolante per chi vuole apprendere gli strumenti del mestiere, ma anche un’utile lettura, ricca di spunti originali, per chiunque abbia a che fare con il fantastico mondo dei bambini e dell’educazione.

Non sempre serve un giocattolo, per fare un gioco. Ma certamente il meraviglioso strumento che da sempre accompagna l’infanzia, se ben pensato, collaborerà a traghettare la fantasia verso attività ludiche ricche di creatività. Quella stessa creatività che, innanzitutto, dovrà sprigionarsi nell’animo del progettista: pochi mestieri come quello del designer del giocattolo richiedono un viaggio così intenso nella memoria, e una passione libera e feconda. La pecora con il cappotto, il leone, i pesciolini con le ruote non sono esempi tratti a caso, bensì alcuni dei molti prodotti dell’ingegno di Irene Guerrieri, che - appassionata da sempre all’illustrazione per l’infanzia, alla quale dedica un’importante fetta della sua attività - ha sviluppato la sua formazione architettonica dedicandosi allo studio e al progetto del gioco educativo, introducendo il tema del design del giocattolo con un suo metodo originale.

A scrivere «Il giocattolo e il suo design», edito da FrancoAngeli, è Irene Guerrieri, romana di nascita ma da oltre vent’anni a Sarnico, da anni crea giocattoli per bambini che vengono prodotti da grandi aziende internazionali, ma anche oggetti di design per la casa, senza mai abbandonare la passione per l’arte e la letteratura legata al mondo dell’infanzia.

Irene Guerrieri ha raccolto e riordinato i pensieri e gli argomenti che hanno guidato la sua attività e che porta nei seminari: ne è nato un vademecum destinato al progettista del giocattolo, ma anche – per come è scritto, per la passione che trapela ad ogni riga, per gli stimoli che genera – a chiunque abbia a che fare con il fantastico mondo del gioco e dell’educazione, e anche a mamme, papà, nonni, fratelli maggiori o babysitter, a patto che sappiano «imparare ad ascoltare e a guardare la bellezza che abbiamo dentro di noi e intorno a noi, con l’ingenuità, la freschezza e la curiosità dei bambini».

«Un giocattolo deve soddisfare il bisogno ludico e immaginativo insito nell’uomo, e di cui i bambini necessitano per la loro crescita, investendo la sfera emotiva - spiega Irene Guerrieri -. Per svolgere la sua funzione corretta deve dare possibilità di avventura, scoperta, e gioia, e il progettista è chiamato a tenere conto di queste finalità. Un giocattolo deve intrattenere il bambino con il suo immaginario perché attraverso di esso il bambino proietta il suo mondo. Ci sono due grandi categorie di giocattoli: quella che comprende gli oggetti appositamente progettati per il gioco, e quella a cui appartengono tutti gli oggetti che non nascono come veri e propri giocattoli, ma a cui viene affidato un ruolo e investito un significato. In questa seconda categoria sono compresi tutti quegli oggetti casuali presenti in una casa, che diventano giocattoli per volontà e fantasia del bambino».

«L’inizio di ogni attività progettuale sta nell’osservazione di ciò che ci circonda, che costituisce il pozzo da cui attingere le nostre idee. La conoscenza è la benzina della nostra creatività. Più cose conosciamo più siamo persone potenzialmente creative. Alla base di ogni progettazione c’è l’osservazione. Il mondo è pieno di bellezze che non tutti siamo sempre capaci di saper guardare e sentire. Ci vuole allenamento, curiosità e attenzione» spiega l’autrice per avviare la progettazione di un giocattolo.


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