Gli studenti «adottano» i Caduti: «Cercheranno e intervisteranno i discendenti»

L’INIZIATIVA. Il progetto dei bersaglieri di Pontirolo Nuovo alle Medie apripista in provincia: «caccia» ai parenti in vita. Le lezioni in classe e poi la camminata alla scoperta della storia delle vie con il presidente provinciale Mauro Marchi, tra educazione civica e insegnamento.

Pontirolo Nuovo

«Ragazzi, d’ora in avanti potrete dire non più soltanto: basta guerra, viva la pace. Dovrete dire: basta sofferenza». Il presidente provinciale dei bersaglieri Mauro Marchi quasi accarezza le foto in bianco e nero con accanto i nomi dei Caduti di tutte le guerre mentre, al cimitero di Pontirolo Nuovo, ha di fronte, silenziosi e attenti, i ragazzi delle terze medie. Ieri è stata l’ultima delle tre giornate che la sezione di Pontirolo dei Bersaglieri ha organizzato con la scuola media per un progetto che sarà apripista a livello provinciale.

Martedì mattina Marchi ha incontrato le prime medie, cui ha illustrato la storia del Tricolore, mercoledì le seconde, con un excursus sulla protezione civile, mentre ieri le terze medie hanno fatto lezione nelle strade del paese i cui nomi ricordano personaggi o luoghi legati ai conflitti bellici: Montello, Locatelli, Nullo, Italia, Paglia, Battisti e Piave. E poi le tappe davanti ai monumenti dei Bersaglieri e al Milite Ignoto, fino al cimitero, dove sono elencati i nomi dei 44 pontirolesi morti sui campi di battaglia.

«A settembre i ragazzi oggi in seconda media e che saranno in terza partiranno da quei nomi e da quelle foto per andare a cercare in paese i discendenti e intervistarli per ricostruire le loro storie e, in questo modo, ricordarli», Alex Castelli, presidente della sezione di Pontirolo dei Bersaglieri.

«A settembre i ragazzi oggi in seconda media e che saranno in terza partiranno da quei nomi e da quelle foto per andare a cercare in paese i discendenti e intervistarli per ricostruire le loro storie e, in questo modo, ricordarli», spiega il presidente della sezione dei Bersaglieri di Pontirolo Alex Castelli. «Un progetto che parte qui a Pontirolo e che poi ci piacerebbe ripetere anche in altre località, sempre coinvolgendo i ragazzi delle scuole, perché sono il nostro futuro ed è bene che ricordino il valore dei nostri Caduti, ma anche l’impegno dei Bersaglieri di oggi nel volontariato – spiega il presidente provinciale Marchi –. I ragazzi saranno divisi in gruppi e ciascuno “adotterà” un Caduto, ovviamente non soltanto tra i Bersaglieri ma tra tutti i militari, per ricostruirne la storia andando a cercare i discendenti oggi in vita».

Fondamentale sarà la ricerca confezionata anni fa dall’associazione storica «Cime e trincee» che, grazie a complesso lavoro cui ha collaborato lo stesso Marchi, è riuscita a raccogliere i nomi dei Caduti, mettendoli a disposizione di tutti sul proprio sito internet dove è presente un albo d’oro dei Caduti italiani, divisi anche per Comune. «È importante far conoscere la storia italiana, l’educazione civica, il valore del volontariato e per questo ringrazio le insegnanti che hanno aderito a questo progetto», aggiunge Marchi.

Fondamentale l’apporto della ricerca fatta dall’associazione storica «Cime e trincee» che ha creato un albo d’oro dei Caduti italiani disponibile on line.

Ieri alle lezioni nelle vie della storia attraverso il paese, dove i ragazzi e gli insegnanti hanno camminato «scortati» dalla Protezione civile, hanno preso parte anche la sindaca Erika Bertocchi e l’assessore all’Istruzione Cristina Pisoni: «Ringraziamo di cuore i Bersaglieri di Pontirolo e Mauro Marchi per il grande lavoro svolto con i ragazzi delle Medie con il progetto inserito nel Piano di diritto allo studio – spiegano –. È stata un’esperienza immersiva, ricca di attività, momenti di confronto, laboratori e di esperienze che hanno aiutato gli studenti a valorizzare tematiche importanti come il rispetto, la collaborazione e il senso civico. Siamo particolarmente felici di aver visto il coinvolgimento e la partecipazione dei ragazzi in questo progetto pensato per ricordare i valori e custodire la memoria del nostro passato come impegno per il futuro».

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