Neurobiologa con lode: «A Bonn studio la mente dei pesci»

La storia La passione per la biologia marina di Roberta Calvo, 28 anni, di Bergamo. Da 3 anni è dottoranda di ricerca nella città tedesca: «In Italia non avrei la possibilità di fare ricerca».

Il sogno, sin da piccola, di diventare una biologa marina, e la passione sfociata poi, durante gli anni degli studi, per la neurobiologia e le neuroscienze. Inseguendo queste passioni Roberta Calvo, 28enne di Bergamo, è volata a Bonn, cittadina celebre per essere stata capitale della Germania Ovest e aver dato i natali al musicista Beethoven. «Ho deciso di cercare un dottorato che mi desse la possibilità di unire le mie due grandi passioni – racconta la 28enne –: per questo motivo, a novembre 2019, mi sono trasferita a Bonn per iniziare il mio dottorato di ricerca. Lo scopo del mio progetto è studiare le capacità cognitive nei pesci. In particolare, indagare quali potrebbero essere le aree del cervello del pesce Pseudotropheus Zebra, un teleosteo appartenente alla famiglia dei Ciclidi proveniente dai laghi africani, coinvolte nella memoria, nell’apprendimento e nel processamento di informazioni cognitive. Il mio progetto quindi essenzialmente si divide in due parti: esperimenti comportamentali con gli animali ed esperimenti in laboratorio, ovvero analizzare l’espressione di geni coinvolti nell’apprendimento e nel processamento delle informazioni cognitive nelle diverse aree del cervello».

Una laurea in Neurobiologia con lode

Parole e concetti lontani dalla conoscenza dei non addetti ai lavori, ma non per chi, come Roberta Calvo, vanta alle spalle una laurea triennale in Scienze biologiche e una laurea magistrale (con lode) in Neurobiologia, e «mastica» alle perfezione queste materie. «Prima di trasferirmi in Germania, sono partita per Londra con il progetto Erasmus traineeship dove ho vissuto per sette mesi. Ho preso parte a un progetto dell’Imperial College che prevedeva un lavoro su pazienti sopravvissuti a ictus cerebrale, per migliorarne attenzione-vigilanza e deficit neuronali. Ho sempre amato viaggiare, visitare posti nuovi e conoscere persone e culture diverse. Diciamo che non ho mai avuto in mente precisi Paesi nel quale trasferirmi, ma ho sempre saputo che prima o poi sarei partita. Soprattutto nel mio campo, l’esperienza all’estero è fondamentale. Bergamo, Londra e Bonn sono città totalmente differenti. A Bonn lo stile di vita è molto diverso rispetto a quello di Londra, ma sicuramente si vive bene.

La Germania è uno stato che funziona, sia dal punto di vista della sicurezza, che burocratico e sociale. Offre ottime possibilità lavorative e di crescita professionale, gli stipendi sono circa il 30% più alti rispetto a quelli italiani e il costo della vita è decisamente più basso».

« La Germania è uno stato che funziona, sia dal punto di vista della sicurezza, che burocratico e sociale - racconta -. Offre ottime possibilità lavorative e di crescita professionale, gli stipendi sono circa il 30% più alti rispetto a quelli italiani e il costo della vita è decisamente più basso. Inoltre, mi sono integrata tranquillamente, pur non parlando tedesco: ho tanti amici e mi sono sentita come a casa fin da subito. Lo stereotipo “i tedeschi sono persone fredde” è decisamente falso: certo, dipende dalla città in cui ti trasferisci, ma sanno essere persone di grande compagnia e ottimi amici. Onestamente, non credo di voler rientrare in Italia in futuro, soprattutto perché non credo venga data la giusta considerazione ai ricercatori e non ci sono grandi opportunità lavorative nel mio campo. Ma la strada è ancora lunga, quindi non escludo nulla a priori».

La mancanza della famiglia e della buona cucina

La cucina mediterranea è nella lista delle cose che mancano più di casa, anche se le pietanze tedesche non sono così male. «Sicuramente la mia famiglia, i miei amici, i miei affetti più cari mancano sempre – racconta Roberta Calvo –. Vivo stabilmente all’estero ormai da tre anni, quindi ormai sono abituata a essere lontana, ma la mancanza credo che non passerà mai. E ovviamente il cibo, come per tutti gli italiani all’estero, nonostante la cucina tedesca sia comunque ottima».

Nella città di Beethoven e dei castelli

«Bonn è una città della Renania Settentrionale-Vestfalia, divisa in quattro distretti principali – conclude –, ed è famosa per essere stata capitale della Repubblica Federale Tedesca dal 1949 al 1990. È considerata la città più calda della Germania (per fortuna!), a causa del suo collocamento in fondo a una valle, che la protegge da qualsiasi tipologia di escursione termica. I luoghi e i monumenti da visitare a Bonn sono davvero molti. Primo fra tutti ovviamente la casa di Beethoven e il caratteristico Duomo. Non mancano sicuramente i musei, tra cui il Kunstmuseum, dedicato all’arte moderna, o il Rheinisches Landesmuseum che racconta la storia della città. Come tutti sapranno, la Germania è anche famosa per i suoi castelli».

si rispetti, Bonn è anche una “città verde”; famoso è il viale dei ciliegi nel viale Heerstrasse. Nel periodo di fioritura, infatti, si possono osservare tanti ciliegi in fiore che trasformano la strada in una galleria rosa. Per questo motivo, questa via è definita “il giardino d’Oriente di Bonn”. Da non perdere sono i mercatini di Natale, tra i più belli di tutta la Germania. Durante il periodo natalizio infatti, circa 180 casette di legno riempiono tutto il centro storico, in particolare le piazze principali come Marketplatz e Munsterplatz».

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