Agcom e il decalogo per chi supera
il milione di follower

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha stabilito delle «Linee guida sugli influencer» destinate a obbligarli al rispetto del Testo unico sui servizi di media audiovisivi, in particolare delle norme su trasparenza e correttezza dell’informazione, tutela dei minori e diritti della persona, trasparenza in materia di comunicazioni commerciali e product placement.

No alla violenza, all’odio, alla discriminazione, sì alla corretta rappresentazione dell’immagine della donna; no alla vittimizzazione secondaria, con elementi in grado di corresponsabilizzare la vittima di odio, lesione della dignità umana; no all’apologia o all’istigazione ai reati; rispetto per i minori e divieto di pubblicare contenuti che possano danneggiarne lo sviluppo fisico, psichico, morale. Sono solo alcuni dei paletti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) nelle «Linee guida sugli influencer» destinate a obbligarli al rispetto del Testo unico sui servizi di media audiovisivi, in particolare delle norme su trasparenza e correttezza dell’informazione, tutela dei minori e diritti della persona, trasparenza in materia di comunicazioni commerciali e product placement.

«Gli influencer – dice Agcom – svolgono un’attività economica» con «responsabilità editoriale sui contenuti, la quale include il controllo effettivo sulla creazione, sulla selezione o sulla organizzazione dei contenuti stessi», forniscono un servizio che «ha un impatto rilevante su una porzione significativa di pubblico» e «un legame stabile ed effettivo con l’economia italiana». Le linee guida si applicano agli influcencer che raggiungano almeno un milione di follower sulle varie piattaforme o social media e abbiano superato su almeno una piattaforma o social un valore di engagement rate medio pari o superiore al 2% (commenti o like in almeno il 2% dei contenuti).

Le regole

In base al decalogo devono evitare il ricorso a tecniche subliminali, sia nei contenuti informativi o di intrattenimento sia commerciali; rispettare le norme in tema di comunicazioni commerciali, televendite, sponsorizzazioni e inserimento di prodotti e il divieto di pubblicità occulta, riportando una scritta che renda subito riconoscibile la natura pubblicitaria del contenuto; devono «garantire la presentazione veritiera dei fatti» e «verificare la correttezza e l’obiettività delle informazioni anche attraverso la menzione delle fonti», nonché contrastare la «disinformazione on line». Ancora, sono tenuti al rispetto delle norme in materia di diritto d’autore e della proprietà intellettuale.

Le sanzioni

In caso di violazione, si applicano multe da 10mila a 250mila euro per la trasparenza pubblicitaria, da 30mila a 600mila euro in materia di obblighi di tutela dei minori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA