Covid, 230 medici in pista con la borsa frigo di casa in casa

Covid, 230 medici in pista con la borsa frigo di casa in casa

A domicilio I professionisti di famiglia vaccinano i pazienti allettati. C’è chi ha già finito il primo giro «Campagna capillare, segno di affezione ai pazienti».

Rispondono al volo tra una visita e l’altra, o mentre si avviano all’auto per raggiungere un paziente a domicilio. «Siamo tutti cotti, è un anno che stiamo tirando», non nasconde Mirko Tassinari, medico di medicina generale e segretario provinciale del sindacato Fimmg. Tutti cotti, ma non si tirano indietro: sono circa 230 i medici di famiglia bergamaschi già scesi in campo, o pronti a farlo a breve, per vaccinare direttamente a casa - in accordo con Ats - i loro pazienti allettati o le cui condizioni non permettono di raggiungere in autonomia un «hub» per ricevere l’iniezione. Vaccineranno in questo modo circa 3.600 assistiti in tutto (per altri 6.700 Ats sta attivando gli operatori sociosanitari). «Cultura della vaccinazione» «È un segno di grande affezione ai nostri pazienti, una campagna diffusa e capillare - osserva Tassinari -. A Bergamo c’è una vera cultura della vaccinazione, sull’antinfluenzale ogni anno abbiamo i dati più alti di tutta la Lombardia».

Tassinari terminerà oggi di somministrare domicilio la prima dose di vaccino ai suoi assistiti interessati da questo servizio, una ventina. «Abbiamo stilato noi medici le liste, conosciamo le storie dei pazienti, sappiamo chi può recarsi negli hub e chi invece non ha proprio questa possibilità». E, pur non uscendo di casa, rischia di contrarre il Covid dalle persone che lo assistono o dai famigliari. Il vaccino usato, quello di Moderna, pone soprattutto un vincolo di tempo: «Una volta aperta la fiala da dieci dosi, va utilizzata in sei ore - spiega Tassinari -. Bisogna calcolare il percorso in modo da non sprecare tempo: io, che lavoro in città, ho diviso i miei pazienti per quartiere».

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