Non ci sono più piazze dello spaccio ora anche la droga è in delivery

Non ci sono più piazze dello spaccio ora anche la droga è in delivery

Stop alle piazze dello spaccio: gli scambi sono concordati in zone di passaggio in 38 paesi. Il contrasto con telecamere e segnalazioni dei cittadini.

Non più grandi piazze di spaccio, ma una rete capillare per la compravendita di sostanze stupefacenti in diverse zone del territorio. Stazioni ferroviarie, parchi pubblici, parcheggi di supermercati, bar, edicole e persino cimiteri: questi i luoghi usati prevalentemente come punti di scambio della merce per sfuggire più facilmente ai controlli. Il «mercato» della droga nella Bergamasca è cambiato e punta sempre più su nuove tecniche commerciali, come la consegna a domicilio. Da qui la necessità di intensificare il controllo del territorio attraverso pattugliamenti mirati delle forze dell’ordine e videosorveglianza. Misure di contrasto della microcriminalità che sono sostenute dai sindaci attraverso investimenti sulla rete delle telecamere puntate sul territorio e appelli alla cittadinanza affinché vengano segnalate situazioni sospette.

Il delivery infatti è stato avviato dagli spacciatori per fare fronte alle limitazioni agli spostamenti dei clienti, durante le fasi più critiche dell’epidemia di Covid, dopodiché ha iniziato ad affermarsi come modello. Lo confermano le molte segnalazioni di cittadini che stanno arrivando ai sindaci di diversi paesi e anche l’Aga (associazione genitori antidroga) che, regolarmente, raccoglie indicazioni degli ospiti della sua comunità residenziale per capire come il mercato dello spaccio si sta sviluppando.

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