Cooperativa Legler, dichiarato il fallimento. A richiederlo 12 soci risparmiatori

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE. Accolta la domanda presentata a maggio dal gruppo di creditori per un debito della società successivo alla domanda di concordato. La crisi iniziata nel 2018.

I colpi di scena non sono certo mancati nella vicenda della Cooperativa Legler, da quando, nel 2018, ha presentato domanda di concordato preventivo. E ieri c’è stata l’ennesima «sorpresa»: il Tribunale di Bergamo ha dichiarato la liquidazione giudiziale (ex fallimento) della società oggi in liquidazione. Accogliendo così l’istanza presentata a maggio di quest’anno da 12 soci librettisti. Si può dire, semplificando, che l’istanza sia stata agevolata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che ha debuttato l’anno scorso e che ha reso più semplici percorsi come quelli intrapresi dai 12 soci.

Pur in presenza di un concordato omologato dallo stesso Tribunale nel 2019, la decisione di via Borfuro si è basata sul fatto che «è conclamata l’insolvenza per debiti sorti successivamente al deposito della domanda di apertura del concordato preventivo», come si legge nella sentenza di fallimento. I debiti della Cooperativa Legler (rappresentata dall’avocato Claudio Maroncelli dello studio legale Cma di Bergamo) dopo l’omologazione del concordato ammontavano a 2.380.000 euro: di questi, poco più di 718 mila euro sono stati ripianati, per cui ora la cifra si attesta a 1.661.992 euro e va sommata all’indebitamento pregresso. Si tratta di un debito accumulato anche a causa di una gestione complicatasi con i problemi sorti durante la pandemìa. E il Tribunale (la Camera di consiglio è composta dal presidente Laura De Simone e dai giudici Tommaso Del Giudice e Angela Randazzo) ha deciso di aprire una liquidazione giudiziale, nominando giudice delegato Laura De Simone e curatore l’avvocato Federico Almini, che avrà il compito di accertare il passivo e di procedere alla vendita degli immobili non ancora ceduti. Il 19 dicembre è fissata l’udienza per la verifica dei crediti.

La strada intrapresa dai soci librettisti, rappresentati dallo studio Elexia di Milano, va sostanzialmente ricercata nel fatto che negli anni del concordato non hanno visto concretizzarsi i risultati sperati. Ma le prospettive per loro non sono comunque rosee. Il fallimento rimescola le carte e, venendo meno le tre classi di chirografari, è possibile che i creditori abbiano riparti con percentuali diverse da quelle previste dal concordato. Gli oltre 800 soci prestatori vantano crediti per 9 milioni e 612 mila euro e la percentuale di soddisfacimento, inizialmente valutata nel 55%, potrebbe essere significativamente più contenuta.

Nell’ultima relazione depositata, «i liquidatori hanno riferito di disporre unicamente di 1.500.000 euro» e che le procedure competitive per la vendita degli immobili (escluso quello di Cassano d’Adda) «potranno al più consentire l’introito di un importo massimo pari, complessivamente, a 3.839.369,40 euro», considerato che quattro immobili - quelli di Ponte San Pietro, Treviolo, Calolziocorte e Vimercate - sono già stati oggetto di otto esperimenti d’asta (sei quello di Vimercate). I supermercati di Ponte, Treviolo e Calolziocorte erano stati acquistati prima da Armonie, società bolognese operativa nel settore della grande distribuzione, che poi li ha ceduti a Sinergie. Ma entrambe le realtà sono state dichiarate fallite, oltre al fatto che rientrano in una maxi operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

Con la cessione dell’immobile di Cassano, invece, si aggiunge almeno un altro milione agli incassi delle faticose aste degli immobili che, oggi, raggiungono i 5 milioni, su un valore immobiliare totale di circa 15 milioni.

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