Energia, nuova stangata su imprese e alberghi

I DATI. La denuncia di Confcommercio: rincari fino al 70% sul gas rispetto al 2019. «Rischio strutturale per la competitività».

L’escalation dei prezzi energetici, alimentata dalle nuove tensioni geopolitiche, torna a pesare sulle imprese del terziario bergamasco. Il rischio di un deterioramento dei flussi internazionali riporta infatti l’energia tra le principali criticità per commercio, turismo e servizi. I numeri confermano un quadro già oggi preoccupante: rispetto al 2019, secondo Confcommercio, l’energia elettrica costa in media il 28,8% in più, mentre il gas segna un +70,4%.

Luce e gas, aumenti in vista

Lo scenario potrebbe peggiorare ulteriormente, dicono da Confcommercio. Un eventuale aggravarsi delle tensioni nel Golfo e possibili restrizioni nello Stretto di Hormuz potrebbero innescare nuovi rincari: le stime parlano di +13% per l’elettricità e fino al +43% per il gas. Impatti diretti sui bilanci: per gli alberghi si stimano aumenti mensili di circa 900 euro per la luce e 1.000 per il gas, mentre nei grandi supermercati si parla di +700 e +400 euro. Per bar, ristoranti e negozi i rincari oscillano tra 100 e 300 euro per l’elettricità e tra 200 e 500 per il gas.

I rincari per gli alberghi

«I numeri non lasciano spazio all’interpretazione e temiamo ulteriori rialzi – commenta il presidente di Confcommercio Bergamo, Giovanni Zambonelli –. Non è una fase passeggera, ma una ferita strutturale che erode i margini e mette a rischio le imprese più piccole». Nei casi più estremi, per le strutture alberghiere di grandi dimensioni, i rincari possono arrivare fino a 5mila euro al mese per l’elettricità e 7-8mila per il gas.

Confcommercio Bergamo ha attivato strumenti concreti: check-up gratuiti delle bollette, convenzioni per forniture collettive e sussidi ai lavoratori tramite gli enti bilaterali. Ma l’associazione chiede interventi urgenti: piena attuazione del decreto bollette, misure su oneri e Iva e, a livello europeo, il disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica. «Le imprese hanno dimostrato resilienza, ma non è infinita – conclude Zambonelli –. Il caro energia è ormai un problema di competitività sistemica. Servono risposte rapide da Roma e Bruxelles».

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