L’Antitrust su Booking.com per possibili pratiche scorrette. «Pronti a collaborare»
IL CASO. L’Antitrust accende un faro su booking.com per pratiche commerciali scorrette. Il sospetto è che nel posizionamento sulla sua piattaforma le strutture ricettive non siano favorite in virtù del rapporto qualità-prezzo o del livello dei servizi offerti ma in base alle commissioni più alte che pagano. Booking.com si dice a collaborare con l’autorità e assicura di aver rispettato le norme per la tutela degli utenti. Le associazioni di consumatori chiedono che «si faccia subito chiarezza» per tutelare ’viaggiatori e imprese.
L’Antitrust accende un faro su Booking.com sospettata di aver messo in atto pratiche commerciali scorrette, favorendo nel posizionamento sulla sua piattaforma delle strutture ricettive in teoria in virtù del rapporto qualità-prezzo o del livello dei servizi offerti, in realtà in base alle commissioni più alte che pagano.
All’annuncio dell’apertura di un’istruttoria per verificare i comportamenti potenzialmente scorretti ha risposto tempestivamente la stessa Booking.com dicendosi pronta a collaborare con l’autorità e assicurando di aver rispettato le norme per la tutela dei consumatori.
Controllo di «Partner Preferiti» e Partner Preferiti Plus»
Secondo l’Antitrust, la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative
L’indagine Antitrust è stata avviata nei confronti di Booking.com, Booking.com International e Booking.com Italia per verificare la gestione dei programmi «Partner Preferiti» e Partner Preferiti Plus». In pratica l’autorità garante sostiene che Booking.com attribuirebbe alle strutture ricettive aderenti ai due programmi un migliore posizionamento nei risultati di ricerca all’interno della piattaforma, elementi grafici di maggiore evidenza e claim per enfatizzarne la qualità del servizio e la convenienza in termini di rapporto qualità-prezzo, nonostante i requisiti di ammissione a questi programmi non sarebbero idonei a supportare i vantaggi riconosciuti a quelle strutture. Secondo l’Antitrust, infatti, la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative. Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali credendo - erroneamente - che queste strutture siano, a parità di caratteristiche, migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto alle strutture non aderenti.
In Italia il 70% delle prenotazioni alberghiere avviene oggi tramite siti specializzati, con Booking.com che detiene il 42% delle prenotazioni online
Questo potrebbe addirittura portare gli utenti a selezionare strutture in media più costose. Proprio per questo dai consumatori stessi è arrivata la sollecitazione a fare «subito chiarezza», come richiesto dall’Unc, perché gli utenti hanno necessità della «massima trasparenza», come ribadito dal Codacons. Anche perché ritengono che la trasparenza del prezzo e le corrette informazioni siano fondamentali. Del resto, a parere del Codacons, il comportamento della piattaforma rappresenterebbe una circostanza ancora più grave se si considera che in Italia il 70% delle prenotazioni alberghiere avviene oggi tramite siti specializzati, con Booking.com che detiene il 42% delle prenotazioni online.
«Piena collaborazione»
«Stiamo collaborando pienamente con l’Agcom nell’ambito dell’indagine in corso» ha assicurato Booking.com dicendosi sicura che e suoi «programmi dedicati ai partner - che sono facoltativi per le strutture ricettive - soddisfino i requisiti della normativa a tutela dei consumatori, garantendo al contempo un equilibrio tra gli interessi dei nostri partner e la possibilità per i clienti di continuare a beneficiare di un’ampia scelta».
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