Lavoro, il sorpasso è arrivato a maggio: assunzioni a livelli pre Covid

Bergamo, a confronto con i numeri del 2019 i nuovi contratti attivati registrano un timido più 2,4%. Per la prima volta torna a crescere il tempo determinato.

Il sorpasso è arrivato. A maggio, nella nostra provincia, le assunzioni con contratto di lavoro dipendente hanno raggiunto la cifra di 11.007, in crescita ragguardevole rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (più 66%), tenendo conto che i dati 2020 sono «viziati» dall’emergenza sanitaria, ma soprattutto in - seppur lieve - aumento a confronto con i numeri di maggio 2019 (più 2,4%, a 10.753). Purtroppo anche il numero di cessazioni è elevato, il più alto da inizio anno: 9.972, in crescita di ben 10 punti percentuali rispetto a maggio 2019. Un dato che comunque non intacca il saldo mensile tra assunzioni e cessazioni, positivo per 1.035 unità per il quinto mese consecutivo. Anche il saldo cumulato tra giugno 2020 e maggio 2021 si mantiene in territorio positivo per 5.309 posizioni lavorative, ancora inferiore, però, alla pre-Covid. I dati dell’Osservatorio del territorio e del lavoro della Provincia di Bergamo mostrano un ritorno ai livelli del 2019 che già si era manifestato ad aprile di quest’anno. Ma, in quanto a tipologia contrattuale, dove si concentra il maggior numero di assunzioni? Maggio è il primo mese in cui i contratti a tempo determinato tornano a crescere. Non solo i contratti a termine rappresentano la tipologia contrattuale a cui le aziende fanno più ricorso (5.968), ma sono anche quelli che registrano l’aumento percentuale più consistente (più 13,7%).

Di contro, un’altra tipologia di lavoro precario - i contratti di somministrazione stipulati dalle agenzie per il lavoro - mostra una piccola battuta d’arresto rispetto ai mesi di marzo (più 18,6%) e aprile (più 13,7%), sempre nel confronto con gli analoghi mesi del 2019. A maggio di quest’anno la crescita si ferma all’8%, con i contratti interinali a quota 2.179. La tendenza resta comunque positiva ed è «in corso già da molti mesi soprattutto nell’industria», evidenzia il report della Provincia. Restano invece in zona negativa (meno 18,7%) i contratti a tempo indeterminato: 2.340, meno della metà di quelli a termine.

Alloggio e ristorazione negativi

Tutti i settori contribuiscono alla crescita del lavoro dipendente: in particolare l’industria (più 2.211) e le costruzioni (più 1.875), ma anche l’agricoltura (più 312) e per la prima volta da parecchio tempo anche il terziario (più 911). Ma all’interno del variegato mondo del commercio risultano ancora negativi, seppur in attenuazione, i saldi delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (meno 951), delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (meno 176) e delle altre attività di servizi alle persone (meno 104). Allo stesso modo anche i servizi finanziari registrano un meno 397 e i servizi di trasporto e magazzinaggio un meno 154. Si tratta dei comparti più colpiti nei mesi passati dalle misure restrittive

Nei restanti servizi si conferma la crescita nella sanità e assistenza sociale, pubblica e privata (più 856), nelle attività di supporto alle imprese (più 798), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (più 504), nei servizi di informazione e comunicazione (più 334) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (più 166).

Il saldo tra ingressi e uscite è positivo in tutte le aree dei Centri per l’impiego: la crescita delle posizioni di lavoro dipendente è compresa tra il saldo, tornato cospicuo, nell’area del capoluogo (più 1.554) e il valore minimo di Trescore Balneario (52).

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