Protesta degli agricoltori il 20 gennaio: «Mercosur da modificare»

STRASBURGO. Coldiretti e Cia chiedono standard uguali e garanzie. I trattori tornano a sfilare fuori dal Parlamento Ue martedì 20 gennaio.

Agricoltori e allevatori tornano a manifestare davanti alle sedi europee per un accordo Mercosur «più giusto». L’appuntamento è per il prossimo 20 gennaio a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo, organo che dovrà approvare gli accordi di parternariato e di scambio adottati dal Consiglio lo scorso venerdì. L’approvazione del Parlamento è necessaria a concludere formalmente il via libera, anche se per l’entrata in vigore sarà necessaria anche la ratifica da parte di tutti gli stati membri dell’Unione.

L’accordo da rivedere

Secondo Coldiretti «la firma del Mercosur senza reciprocità e le dovute garanzie sui controlli sarebbe un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori e un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, e finire sulle nostre tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori europei». La questione gira tutta intorno alle regole che saranno imposte ai Paesi dell’accordo, ovvero Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rispetto a produzione e vendita e alla soglia di salvaguardia che verrà applicata.

«Importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile riteniamo che sia un’ingiustizia non solo fatta nei confronti dell’agricoltura, ma fatta nei confronti dell’intera collettività» sottolinea Coldiretti, che si augura di ricevere «risposte chiare» a seguito della protesta in programma a Place de Bordeaux dove il presidente e il segretario generale della Coldiretti, Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, insieme a mille agricoltori si uniranno a quelli francesi per chiedere di fermare l’intesa.

Controlli sulle merci da Sudamerica

Protesteranno anche gli agricoltori di Cia, il cui presidente nazionale Cristiano Fini precisa: «Lo accetteremo solo alle nostre condizioni». «Pretendiamo controlli serrati su tutte le merci in arrivo dal Sud America, insieme a clausole di salvaguardia realmente rapide ed efficaci, perché solo a parità di regole e di condizioni non c’è concorrenza sleale» ribadisce Fini.

L’accordo con i partner del Mercosur creerà, secondo quanto conferma il Consiglio dell’Unione europea, la più grande zona di libero scambio al mondo, che coprirà un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. L’Ue è il secondo partner del Mercosur per quanto riguarda gli scambi di beni. Nel 2024 il valore degli scambi commerciali dell’Unione con gli stati sudamericani coinvolti superava i 111 miliardi di euro: 55,2 miliardi di esportazioni e 56 miliardi di importazioni, con un aumento degli scambi di beni tra i due blocchi di oltre il 36% rispetto al 2014.

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