«Quarantene non pagate, i fondi ci sono»

«Quarantene non pagate, i fondi ci sono»

Il ministro Orlando dopo il rischio stop alle indennità annunciato dall’Inps: «Favorevoli a riconsiderarle come malattia. Tempi maturi per usare risorse impegnate altrove, ne parleremo al prossimo Consiglio dei ministri».

La svolta, dopo le preoccupazioni e le polemiche, è attesa a breve. Il governo equiparerà nuovamente l’assenza dal lavoro per quarantena – o meglio per «isolamento fiduciario», l’obbligo di rimanere a casa imposto a chi è identificato come contatto stretto di una persona positiva al virus – alla malattia, rifinanziando per tutto il 2021 quel fondo che poi l’Inps deve girare alle aziende che hanno già anticipato i soldi in busta paga ai propri dipendenti. Un problema solo apparentemente formale, ma concretissimo per parecchie persone: incrociando alcuni dati epidemiologici, sarebbero circa 20 mila in Bergamasca i lavoratori che dall’inizio del 2021 sono finiti in isolamento fiduciario, e che (salvo smart working) sono così dovuti rimanere a casa mediamente per 10 giorni.

Andrea Orlando, ministro del Lavoro ed esponente di punta del Partito democratico, è intervenuto sul tema durante un dibattito alla Festa dell’Unità di Modena: «Avevamo segnalato la questione nell’ultimo scostamento di bilancio, purtroppo non si sono trovate tutte le risorse necessarie. Credo che nel frattempo siano maturate le condizioni perché alcune risorse impegnate in altre direzioni possano essere utilizzate in questo senso – le parole del ministro -. Credo che ci possa essere una risposta se tutto il governo sarà d’accordo abbiamo una valutazione assolutamente favorevole a consentire che la quarantena sia considerata una malattia e che non gravi sui lavoratori e sulle imprese. Ne parleremo al prossimo Consiglio dei ministri. Penso che possiamo affrontarla e risolverla». L’ultimo Consiglio dei ministri si è tenuto il 26 agosto, il prossimo dovrebbe svolgersi giovedì 2 settembre.

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