Berlusconi e Salvini, sgambetto anti-Meloni

Il vertice dei partiti del centrodestra già lavora – e litiga – come se la vittoria elettorale del 26 settembre fosse cosa fatta. Non hanno tutti i torti, Meloni, Salvini e Berlusconi: i sondaggi li danno vincenti rispetto ad un campo avversario frammentato, litigioso e ancora molto lontano da un’idea di coalizione. Del resto il centrodestra, tradizionalmente diviso, si è sempre dimostrato capace di unirsi nei momenti decisivi, quelli delle elezioni, e spesso questo ha fatto la differenza.

Berlusconi e Salvini, sgambetto anti-Meloni
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi nell’ottobre scorso
(Foto di ANSA)

Dunque, i tre capi marciano pensando di avere in tasca l’Italia dei prossimi cinque anni, e già fioccano gli organigrammi, già si discute dei ministeri, già si avanzano mille candidature. Meloni, Salvini e Berlusconi devono però decidere chi comanderà il loro vasto esercito. E su questo la discussione di ieri viene definita «vivace». Giorgia Meloni, a buon titolo, ritiene di essere lei la inevitabile candidata a Palazzo Chigi in quanto leader del partito che raccoglie – nei sondaggi – il maggior numero di voi, diciamo il 23 per cento (era al 4 quando raccolse i cocci dell’ex partito di Gianfranco Fini). È per questo che da mesi ha messo le mani avanti: «Diventerà presidente del Consiglio chi di noi tre prenderà più voti», ha ripetuto fino allo sfinimento.

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