Buchenwald se si rende normale la tragedia

Alla fine il Giro di Germania 2021, in programma dal 26 al 28 agosto, non passerà per Buchenwald. Incredibile ma vero, gli organizzatori avevano previsto di far transitare i ciclisti sulla «via del sangue», la strada che portava al campo di sterminio e che era stata costruita dai prigionieri, e di farli passare davanti al memoriale delle vittime (56 mila dal 1937 all’11 aprile 1945, quando fu liberato dai soldati americani della 89° Divisione di fanteria, sui 240 mila internati) senza nemmeno un secondo di sosta o una commemorazione.

Buchenwald se si rende normale la tragedia

Contro il demenziale progetto (che, a detta degli organizzatori, avrebbe così rappresentato «la diversità storica, culturale e naturale della Germania») si erano ovviamente pronunciati Jens Christian Wagner, direttore del campo, e Joseph Schuster, presidente del Consiglio centrale ebraico. Le loro voci, e quelle di molti altri critici della società civile, non sarebbero forse bastate se non fosse scesa in campo la politica. Il governo della Turingia e l’amministrazione della città di Weimar, nel cui comune ricade Buchenwald, hanno fatto energiche pressioni, fino a ottenere il dietro front degli organizzatori.

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